“Avessi detto almeno un’Ave Maria!”

di Padre Costantino Capobianco (Detti e aneddoti di Padre Pio, pp. 35-36)

Secondo il dottore della Chiesa san Tommaso d’Aquino, il dono della scrutazione dell’anima è una grazia per cui un uomo santo, scendendo nel segreto o nelle profondità del cuore di un individuo, può vedere e manifestare quelle cose nascoste che conosce solo Dio e la coscienza della singola persona. Secondo i più quotati maestri di spiritualità, non vi è dubbio che questa grazia sia stata da Dio talvolta compartita ai suoi servi fedeli. Alcuni, nell’atto della Confessione sacramentale, scoprivano ai loro penitenti i peccati che quelli, o per debolezza di memoria o per colpevole vergogna, tralasciavano di confessare: segno chiaro che con lo sguardo della mente entravano a vedere l’intimo delle loro coscienze. Altri poi arrivavano perfino a vedere lo stato in cui si trovavano le anime altrui, se in grazia o in disgrazia: e ciò è un grado di discrezione più alto e pregevole. Questo carisma, nei due aspetti indicati, è stato presente nella vita di Padre Pio.

Il fatto, accaduto certamente poco prima che Padre Pio fosse richiamato sotto le armi, quando Marocchino (Padre Vittore da Canosa) era ancora Seminarista serafico, l’ho appreso direttamente da Padre Vittore.

Un giorno, verso la fine della ricreazione pomeridiana, Marocchino si trovava solo nel tratto fuori del refettorio dei Padri, quando un cardellino svolazzò da un piccolo albero di gelsi.

Marocchino, sempre amante dell’arte e del bello (si dilettava, infatti, di musica, di pittura, di canto, preparava l’occorrente per le recite, ecc.), come vide che l’uccellino non volava, ma svolazzava, lo rincorse per prenderlo. L’uccellino, però, gli sfuggiva, svolazzando a balzi. Con uno sforzo il cardellino riuscì a superare il muro posto fra la porta e la cucina e raggiunse la neviera. E Marocchino sempre dietro, nell’ansia di acciuffarlo. Ma, da sopra la neviera, il cardellino si lascò cadere nello strettissimo spazio fra il muro di questa e la clausura, dinanzi al quale spazio si ergevano delle spine.

Il nostro Marocchino cominciava già ad aprirsi un varco, quando ecco suonare il campanello che chiamava alla preghiera. Allora, dispiaciuto e deluso, ma non abbattuto, si avvia al Coro, dove presiedeva Padre Pio.
Sì, egli è in Coro con gli altri, ma del Rosario e della meditazione, nemmeno per sogno… Quel benedetto cardellino gli stava lì, stampato, scolpito nella mente e non pensava, non ragionava, non architettava se non per quello.
La preghiera?… Non solo non vi pensava, non apriva le labbra per niente. Era galvanizzato da una sola idea e a quella teneva dietro.
“Ormai il cardellino – pensava Marocchino – non potrà salire da dove è caduto. Io farò così: dopo cena fingerò di affiancarmi al Padre spirituale. Camminerò con lui su e giù un paio di volte, poi piano piano mi staccherò dalla comitiva, infilerò la porticina del muro, andrò alla neviera, allontanerò le spine, prenderò il cardellino e me lo porterò nella stanza… Ma nella stanza non posso tenerlo. Il Direttore o il Padre spirituale lo vedrebbero e me lo toglierebbero. Allora, costruirò una bella gabbia, vi metterò il cardellino e lo porterò sul soffitto… Mi procurerò il mangime…”.
Un progetto completo in tutti i particolari, sul quale stette a mettere a punto minuziosità perfino durante la cena, che consumò meccanicamente, senza accorgersi nemmeno se fosse gustosa o meno.
Finita la cena, va in giardino, già pregustando la gioia di prendere e possedere quel cardellino. Ma, quando si era fermato, Padre Pio non fece neppure quattro passi, che si volse indietro: «Uaglio’, vieni qua! Dove vuoi andare?… Ma quel cardellino ti ha fatto perdere la testa! In coro non hai detto un’Ave Maria! Nemmeno una! E sempre a pensare: dopo cena fingerò di camminare col Padre spirituale, poi mi fermerò, varcherò la porticina, andrò a prendere il cardellino, farò la gabbia e lo porterò sul soffitto… Ed anche durante la cena non hai fatto altro che pensare a questo…».
Padre Vittore mi diceva: «Quando sentii il Padre spirituale rivelarmi i miei pensieri uno per uno, con una precisione, esattezza e completezza sconcertanti, io stetti a capo basso come uno che si ripara alla meno peggio da un uragano che gli sta passando sul capo».
E il cardellino?… Marocchino non vi pensò più!

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