Padre Pio sapeva non solo perdonare, ma anche chiedere perdono

di padre Marcellino IasenzaNiro, “Padre Pio. Profilo di un santo”, pp. 245-246.

La disposizione a chiedere perdono nel Padre era innata. Bastava anche un semplice pensiero, che ad un suo severo giudizio poteva apparire non giusto, per indurlo a chiedere scusa. Ecco quanto ci attesta padre Torquato Cavaterri:

Padre Torquato da Lecore, al secolo Lido Cavaterri.

«Padre Pio aveva dell’umiltà un’idea sulla linea che avevano di tale virtù i grandi maestri di spirito. Anche lui pensava che l’umiltà è verità.

In un momento dei più tesi del mio non facile provincialato di Foggia, capitai, non ricordo per quale problema, a San Giovanni Rotondo. Ad un dato momento nell’andito del primo piano, vidi venirmi incontro padre Pio, con un incedere che denotava difficoltà e sofferenza. Quando fu di fronte a me, egli si prostrò in ginocchio, e, con voce commossa che rivelava la pena sentitissima del suo animo, mi disse: “Padre provinciale, mi perdoni: ho pensato male di Lei!”. Io, più commosso di lui, lo aiutai a rialzarsi e avrei voluto dirgli tante parole, per rasserenarlo e confortarlo, ma rimasi confuso; e abbracciandolo e baciandolo fraternamente, non seppi dirgli che questo: “Padre Pio, non se ne dia pena!”.

Questo episodio fu uno dei più toccanti che mi sono capitati nei vari incontri che ho avuto con padre Pio e penso anche uno dei più rivelatori della sua anima. Egli non aveva dovere alcuno di venire a costituirsi davanti a me. Il suo pensiero, giusto o ingiusto, fondato o non fondato, provocato o meno dalla ridda delle voci che si mettevano in circolo in seguito ai provvedimenti a catena che mi trovavo nella necessità di attuare in forza di superiori disposizioni – voci che indiscutibilmente rimbalzavano poi anche agli orecchi di padre Pio – in fondo era rimasto un semplice pensiero. Al massimo padre Pio poteva andarsene a confessarlo, ma non era obbligato, anche sul filo della delicatezza di coscienza, a venire a notificarlo a me e a chiedermi perdono.

Questo atto, in sé e per il modo con cui fu compiuto, fu più rivelatore per me, sotto alcuni aspetti, degli stessi doni carismatici di cui padre Pio era dotato. Mi rivelò la sua delicatezza di coscienza e la sua autentica umiltà».

(fonte: settimanaleppio.it)

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