Com’era Padre Pio da bambino?

Già da bambino Francesco Forgione, il futuro Pio da Pietrelcina, aveva una carattere tosto e risoluto.

Come è padre Pio da bambino?

A 4 o 5 anni, se ode bestemmiare, fugge via sconvolto e si rifugia in casa, dove si mette a piangere dietro la porta. L’orrore che prova per la bestemmia lo strazierà per tutta la vita: «Vorrei morire o almeno divenir sordo, anziché sentire tanti insulti che gli uomini fanno a Dio… e più di tutto con quelle orrende bestemmie» […].

I suoi compagni d’infanzia dicono che «…era di cervello fino… di poche parole… non faceva mai capire i fatti suoi… è stato sempre un lupo sordo… un lup surd…». A Francesco piace giocare: «Mi piaceva giocare — dirà in seguito —, ma mi piaceva più guardare, perché mi divertivo lo stesso». Ma quando c’è da fare una buona gara di lotta con gli amichetti, in aperta campagna, non si tira indietro.

Il giovane Francesco Forgione, futuro Pio da Pietrelcina

Però, un brutto giorno, il suo avversario bestemmia: «Lottando — racconta costui — cademmo e mi inchiodò con le spalle al suolo. Nel tentativo di rovesciarlo e capovolgere la situazione, tutti i miei sforzi furono vani e mi sfuggì una espressione forte». È come un colpo di fulmine. Francesco schizza via, come se nel suo interno fosse esploso qualcosa, e fugge, fugge a tutta velocità, quasi a voler annullare, con la distanza, quella grave offesa a Dio.

Proprio queste dolorose esperienze lo rendono, man mano, più guardingo e ritirato. Quando si accorge che alcuni ragazzi non sono corretti nei discorsi e nel comportamento, si fa più vigilante e più riservato, pur non sfuggendo la compagnia. La mamma lo sollecita ad andare a giocare: «Francì, esci un po’ a giocare con i compagni», ma lui si rifiuta dicendo: «Non ci voglio andare perché bestemmiano» […].

Che dire, poi, del caratterino di Francesco? Ecco un episodio che getta un po’ di luce su questo aspetto della personalità del ragazzo. Narrato da padre Pio, eccolo nella rievocazione di Gherardo Leone: «Era grandicello. Il padre gli aveva comperato un cappelluccio con la visiera: il suo primo cappello vero e proprio. Se lo mise in testa il giorno della Madonna della Libera e scese in piazza a sentire la musica. Ma capitò davanti ad un tizio seduto, al quale il cappelluccio impediva di vedere bene i musicanti. Costui gli disse tre o quattro volte di levarselo, ma Francesco non se ne dava per inteso. Allora l’uomo, esasperato, glielo fece volare di testa con un colpetto ben assestato del suo bastone, e così il bel cappelluccio finì a terra, tra i piedi della gente».

Una domenica vede la figliuola del calzolaio, suo vicino di casa, che sta applicando dei nastri a una sua veste. «Oggi è domenica e non si lavora», l’ammonisce Francesco. Ma Adriana, scuotendo le spalle, fa capire in che considerazione prende l’ammonimento. Francesco, a sua volta, mostrando di non aver troppa simpatia per la polemica, gira sui tacchi, va a casa, torna con un paio di forbici e con rapidi tagli bene assestati pone fine al lavoro domenicale di Adriana. L’immediata reazione della fanciulla metterà in fuga l’attaccante.

Tratto da “Padre Pio da Pietrelcina” di Luigi Peroni (pp. 30, 31; 36-37)

(Fonte: Il Settimanale di Padre Pio)

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