Il caro piccolo Bambino di Betlemme

Anche noi come Padre Pio prepariamoci bene ad accogliere Gesù facendolo regnare nella nostra vita.

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L’Immacolata e la missione di Padre Pio

«Ah, se non ci fosse Lei che mi sostiene nei combattimenti, nelle tentazioni, nelle prove!».

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Riconosciute le virtù cristiane di una figlia spirituale di Padre Pio

C’è anche una figlia spirituale di Padre Pio tra i venerabili proclamati ieri dalla Congregazione delle Cause dei Santi. Si tratta di madre Maria Crocifissa del Divino Amore (al secolo Maria Gargani), fondatrice della Congregazione delle Suore Apostole del Sacro Cuore, alla quale il santo Cappuccino indirizzò almeno 67 lettere, pubblicate nel terzo volume del suo Epistolario.

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Padre Pio, il trastullo di Gesù Bambino

«Io sono il trastullo di Gesù Bambino, come spesso lui mi ripete, ma quello che è peggio, Gesù ha scelto un balocco di nessun valore. Mi dispiace solo che questo balocco da lui prescelto imbratta le sue divine manine. Mi dice il pensiero che qualche giorno mi butterà in un fosso per non più scherzarvi. Ne godrò, non merito altro che questo» (Epist. I, 331)

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Pensieri di San Pio da Pietrelcina sul Santo Natale

«Tutte le feste della Chiesa sono belle… la Pasqua, sì, è la glorificazione… ma il Natale ha una tenerezza, una dolcezza infantile che mi prende tutto il cuore».

«Non si odono che vagiti e pianto del Dio pargoletto e con questo pianto e con questi vagiti egli offre alla divina giustizia il primo riscatto della nostra riconciliazione…».

«Gesù bambino ti riempia dei suoi divini carismi, ti faccia provare le gioie dei pastori e degli angioli e t’investa tutto del fuoco di quella carità per la quale si fece il più piccolo fra noi, e ti faccia diventare piccolo bimbo pieno di amabilità, semplicità, amore».

«Il dolcissimo bambino Gesù vi rechi tutte le grazie, tutte le benedizioni, tutti i sorrisi che piacerà alla sua infinita bontà…».

«Nostro Signore ti ama teneramente, figliola mia. E se Egli non ti fa sentire la dolcezza di questo suo amore, lo fa per renderti più umile e abietta agli occhi tuoi. Non lasciar per questo di ricorrere alla sua santa benignità con ogni confidenza, particolarmente nel tempo nel quale ce lo rappresentiamo come egli era piccolo bambino in Betlemme. Perché, figliola mia, a che fine piglia egli questa dolce, amabile condizione di bambino se non per provocarci ad amarlo confidentemente e a confidarci amorosamente in lui?».

«Chiediamo a questo divino Bambino di rivestirci di umiltà, perché solo con questa virtù possiamo gustare questo mistero ripieno di divine tenerezze».