Video. Padre Pio e Don Dolindo Ruotolo

Puntata speciale di “TOCCATI DA DIO” la storia di uomini e donne che hanno fatto della loro vita un progetto d’amore. In questa puntata viene raccontata la storia del Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo e il suo rapporto con Padre Pio.

«Cosa venite a fare qui a San Giovanni Rotondo voi di Napoli? Avete Don Dolindo che è un santo sacerdote» (PADRE PIO)

Dolindo Ruotolo, sacerdote e terziario francescano. Un amanuense dello Spirito Santo, una Sapienza infusa dall’alto, un taumaturgo di non minor potenza del confratello cappuccino, uno stigmatizzato di Cristo già nel nome, un figlio prediletto della Vergine iniziato alla sapienza delle Scritture, un servo fedele che volle essere il nulla del nulla in Dio e il tutto di Dio negli uomini.

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«Non scenderei mai dall’altare…»

di P. Serafino Tognetti e Alessandro Gnocchi, “Padre Pio. Santo Eremita”, pp. 27-37, Fede&Cultura, 2017.

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Padre Pio e Fatima: due poderosi interventi divini nel XX secolo

Gli interventi della Vergine Santissima a Fatima e lo straordinario ministero sacerdotale di San Pio da Pietrelcina possono essere considerati come due tra i più grandi “doni del Cielo” nel secolo XX, volti a illuminare e riaffermare aspetti della Fede e della vita cristiana essenziali ma da molti trascurati.

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Padre Pio non era tutta dolcezza

di Padre Marcellino IasenzaNiro, “Il Padre”. San Pio da Pietrelcina. La missione di salvare anime, pp. 224; 229-230.

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Fatti inoppugnabili

di Gennaro Preziuso, da “Padre Pio, l’apostolo del confessionale” (Ed. San Paolo, 1998).

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È morto il card. Carlo Caffarra, grande devoto di Padre Pio

Sebbene malato da tempo, è morto inaspettatamente ieri (6 settembre 2017) il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo emerito di Bologna, strenuo difensore, come Padre Pio, della santità del matrimonio e della famiglia. Riportiamo un’intervista che rilasciò al mensile Voce di Padre Pio nel febbraio del 2008, quando si recò a San Giovanni Rotondo in pellegrinaggio.

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«Il giorno in cui gli uomini, spaventati dai danni fisici o dai sacrifici economici, perderanno l’orrore dell’aborto, sarà un giorno terribile per l’umanità. Perché è proprio quello il giorno, in cui dovrebbero dimostrare di averne orrore.

L’aborto non è soltanto omicidio, ma pure suicidio. E con coloro che vediamo sull’orlo di commettere con un colpo solo l’uno e l’altro delitto, vogliamo avere il coraggio di mostrare la nostra fede? Vogliamo recuperarli, sì o no?!

Suicidio della razza umana, se, con l’occhio della ragione, vedessi “la bellezza e la gioia” della terra popolata di vecchi e spopolata di bambini: bruciata come un deserto. Se si riflettesse, allora sì che si capirebbe la duplice gravità dell’aborto: con l’aborto si mutila sempre anche la vita dei genitori.

Questi genitori vorrei cospargerli con le ceneri dei loro feti distrutti, per inchiodarli alle loro responsabilità e per negare ad essi la possibilità di appello alla propria ignoranza. I resti di un procurato aborto non vanno seppelliti con falsi riguardi e falsa pietà. Sarebbe un’abominevole ipocrisia. Quelle ceneri vanno sbattute sulle facce di bronzo dei genitori assassini. A lasciarli in buona fede mi sentirei coinvolto nei loro stessi delitti.

Io non sono un santo, eppure non mi sento mai così vicino alla santità, come quando dico parole forse un po’ forti ma giuste e necessarie a quelli che commettono questo crimine. E sono sicuro di avere ottenuto l’approvazione di Dio per il mio rigore, proprio perché da Lui, dopo queste dolorose lotte contro il male, ottengo sempre, anzi mi sento imporre qualche quarto d’ora di meravigliosa calma.

Il mio rigore, in quanto difende il sopraggiungere dei bambini del mondo, è sempre un atto di fede e di speranza nei nostri incontri con Dio sulla terra. Purtroppo, con il passare del tempo la battaglia diventa superiore alle nostre forze, ma deve essere combattuta ugualmente, perché dalla certezza della sconfitta sulla carta, la nostra battaglia attinge la garanzia della vera vittoria: quella della nuova terra e dei nuovi cieli».

SAN PIO DA PIETRELCINA (1887-1968)

(Padre Marcellino IasenzaNiro, “Il Padre”. San Pio da Pietrelcina, Vol. I. La missione di salvare le anime, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, pagg. 140-141).

«Lutero, Calvino e compagnia bella, [furono] pieni di superbia, zeppi di vizi fino agli occhi, i quali si divisero dalla Chiesa per assecondare le loro malvagie passioni dalle quali erano dominati. Secondariamente mancano della santità di dottrina. La dottrina che queste sette [protestanti] insegnano è empia e immorale. Ecco ciò che essi insegnano circa la fede e la morale: Dio è l’autore del peccato, e vi spinge l’uomo per quindi condannarlo. Che Iddio comanda agli uomini delle cose impossibili, e che poi neghi loro la grazia per adempierle. Che è tempo perduto, anzi è cosa sacrilega il ricorrere all’intercessione dei santi, e specialmente di Maria santissima, e che le loro immagini si debbano calpestare e gettare nel fuoco; e che la sola fede basta per salvarsi, quindi la bestemmia, l’impudicizia, il sacrilegio non impediscono all’uomo di potersi salvare, purché creda».

San Pio da Pietrelcina (1887-1968)

(Epistolario, vol. IV)