20 anni fa, Padre Pio Santo

Era il 16 giugno 2002, quando in piazza San Pietro, di fronte a una folla sterminata di fedeli giunti da ogni angolo della terra, Giovanni Paolo II proclamava santo padre Pio da Pietrelcina, designandone la memoria liturgica il 23 settembre, anniversario della sua morte.

di Chiara Gabrielli (05-06-2022)

Il 20° anniversario della canonizzazione di san Pio da Pietrelcina è occasione per fare memoria di quel luminoso — e troppo caldo! — 16 giugno 2002 nel quale a Piazza San Pietro il sofferente e infaticabile Papa Santo, Giovanni Paolo II, annunciava l’iscrizione di Padre Pio Forgione da Pietrelcina nell’albo dei santi, ad una assemblea di circa trecentomila persone che gremivano la piazza, e occupavano anche via della Conciliazione e Castel Sant’Angelo, dove erano stati collocati degli schermi per poter seguire la celebrazione. Anche dal sagrato della chiesa di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo e da Piana Romana, a Pietrelcina, migliaia di fedeli erano collegati con Piazza San Pietro per assistere a questo storico ed atteso evento, mentre è incalcolabile il numero di persone che seguivano la celebrazione tramite la diretta in mondovisione da ogni angolo della terra. Quel giorno la “clientela mondiale” di san Pio, di cui parlava Paolo VI riferendosi alla sua estesa missione presso le anime, era ben visibile ed era sotto gli occhi ammirati e commossi di tutti. 

Alcuni particolari rendevano veramente speciale tale canonizzazione: innanzitutto proprio tale “clientela mondiale”, che faceva di questa celebrazione un evento anche esso mondiale, costituendo un richiamo per quasi tutti i paesi del pianeta terra.

Un elemento particolare che ha caratterizzato la celebrazione del 16 giugno 2002 è quello di una gioia speciale, davvero straripante, per questo sospirato traguardo, dopo una lunga attesa: l’attesa di tutti i figli spirituali del novello Santo, di tutti coloro che lo conoscevano, personalmente o indirettamente, che ne avevano ammirato le virtù, che lo avevano visto ottenere dal Cielo guarigioni fisiche e conversioni morali, o che semplicemente erano diventati suoi devoti, pur senza averlo mai visto, sperimentandone il potere di intercessione e la presenza nella propria vita. Un’attesa lunga dovuta ad un processo di canonizzazione che fin dall’inizio si era presentato difficile e con tanti ostacoli i quali, seppur ne avevano prolungato l’iter, non avevano potuto impedire che fosse riconosciuta anche dalla Chiesa l’eroicità delle virtù dell’umile frate Cappuccino, sacerdote perfettamente configurato a Cristo anche esteriormente con le stimmate portate nel suo corpo per ben 50 anni. 

Un altro fattore che arricchiva di commozione l’evento era il fatto che a proclamare “santo” Padre Pio era l’indimenticabile Giovanni Paolo II, suo grande estimatore, che lo aveva incontrato personalmente da giovane sacerdote, che aveva ottenuto dalla sua intercessione la guarigione miracolosa della sua cara amica e collaboratrice Wanda Poltawska, e che lo aveva beatificato tre anni prima. Ma anche altri fatti importanti legavano san Giovanni Paolo II al Cappuccino che stava canonizzando: «A Jasna Gora nel 1972 fu scritta una lettera postulatoria a papa Paolo VI per chiedere “di introdurre la Causa di Beatificazione e Canonizzazione” del Cappuccino di Pietrelcina, “per la maggior gloria di Dio e per l’utilità della Santa Chiesa”. Tale lettera fu firmata in una data significativa, il 3 maggio, giorno della festa di Maria Regina della Polonia, da tutti i vescovi polacchi. Sotto la firma del primate, cardinale Stefan Wyszynsky, fu apposta quella dell’arcivescovo di Cracovia, il cardinale Wojtyla, e poi quella di tutti gli altri Pastori del paese slavo» (1).

Solo pochi anni dopo il card. Wojtyla venne eletto Papa, e sarà lui, pur nel rispetto del lavoro delle Congregazioni, a sbloccare il processo di beatificazione, che non riusciva a prendere il via per il mancato “nulla osta” dell’ex Sant’Uffizio (2). Successivamente, con la sua visita apostolica a San Giovanni Rotondo il 23 maggio 1987, inginocchiato in preghiera sulla tomba del servo di Dio, Giovanni Paolo II lanciava a tutto il mondo un messaggio chiaro e inequivocabile…

Quando, quel 16 giugno 2002, il Papa è apparso sul sagrato della Basilica vaticana e tra la sterminata folla, con il passo incerto e la persona incurvata, sofferente anche lui, e soprattutto lui, per il caldo torrido, pronunciando con fatica, quasi strappandole, le parole che annunciavano l’iscrizione di padre Pio nell’albo dei santi, un fremito di commozione e un sentimento di immensa gratitudine ha toccato tutti: quel Papa che tanto aveva amato padre Pio, ora era lì a dichiaralo Santo. Pur nella evidente sofferenza fisica, era forse lui la persona più felice di tutti!

Un altro particolare bellissimo di questa luminosa giornata era la presenza di Matteo Pio Colella, il bambino di San Giovanni Rotondo ammalatosi di meningite fulminante e ormai senza speranza di sopravvivenza, miracolosamente salvato per intercessione di san Pio, la cui guarigione è stata documentata e proposta come miracolo per la canonizzazione. Questo bimbo, così piccolo da non aver potuto ancora ricevere la Comunione, si accostava in quel giorno per la prima volta alla Mensa eucaristica: la sua giovane vita, che sembrava volesse spezzarsi, accoglieva Gesù Via, Verità e Vita: la pienezza della Vita! 

Il cielo terso, intensamente azzurro, e la luminosità di quel 16 giugno 2002, visibile pure sulle foto, la gioia intima che era nel cuore di tutti, la solennità della liturgia, la presenza del grande Papa Santo, nonché la presenza particolare di san Pio da Pietrelcina, richiamata anche da una sua reliquia esposta sull’altare, hanno reso questa Celebrazione uno squarcio di Paradiso sulla terra, un anticipo della gioia senza fine del Cielo, quel Cielo che san Pio, durante tutta la sua vita, aveva tanto desiderato raggiungere e che ora, in attesa alle porte del Paradiso, addita a tutti noi quale traguardo al quale tendere con tutte le forze.   

Note

1) Fr. Francesco Dileo, OFM Cap, in Voce di Padre Pio, n. 11, anno 2019, p. 3. 

2) Cf. Stefano Campanella, Il Papa e il Frate, Edizioni Padre Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo 2012, pp. 117-144.

(Fonte: Il Settimanale di Padre Pio)

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