Padre Pio, la guerra e i soldati

Quando il Sud d’Italia fu liberato dagli alleati, a San Giovanni Rotondo cominciarono ad arrivare anche soldati inglesi e americani. Avevano sentito parlare del frate con le stimmate e tutti volevano vederlo.

di Renzo Allegri

Quando il Sud d’Italia fu liberato dagli alleati, a San Giovanni Rotondo cominciarono ad arrivare anche soldati inglesi e americani. Avevano sentito parlare del frate con le stimmate e tutti volevano vederlo.

Alle basi aeronautiche militari di Foggia e di Bari correvano strani racconti. Alcuni piloti dicevano che, durante le loro missioni nei cieli sul Gargano, avevano visto di fronte al loro aereo la figura di un frate con le braccia aperte quasi a voler impedire che passassero. E i loro aerei, senza che nessuno fosse intervento sui comandi, avevano cambiato rotta. Tornati a terra spaventati, quei piloti avevano riferito la loro incredibile esperienza e qualcuno aveva parlato loro di padre Pio. Allora erano andati a San Giovanni Rotondo e, vedendo il Padre, avevano riconosciuto in lui il misterioso frate che aveva fatto cambiare rotta ai loro aerei.

Questi racconti, fatti da più piloti, avevano impressionato. E tanti soldati, di varie nazioni e di religioni diverse, accorrevano a San Giovanni Rotondo.

Quattro ufficiali americani, di religione protestante, arrivarono da Foggia accompagnati da un interprete. Il Padre, passando accanto a loro, si fermò a parlare. Si esprimeva, come sempre, in dialetto napoletano. Faceva domande e i soldati rispondevano felici. Al termine della conversazione si chinarono riverenti e gli baciarono la mano. Quando il Padre si allontanò, si rivolsero al loro interprete e dissero: «Ma come parla bene la lingua americana, padre Pio!». E l’interprete li guardò stupito perché aveva sentito dal Padre soltanto espressioni dialettali.

La Messa del giorno dell’Epifania 1944 fu seguita da una folla costituita in prevalenza da soldati americani e inglesi.

Durante la guerra, in tutta Italia si verificarono episodi sconcertanti, legati alla figura di padre Pio. Bombe che non esplodevano vicino a persone raccolte in preghiera attorno alla fotografia di padre Pio. Un grosso proiettile, lanciato da un aereo, dopo aver sfondato cinque piani di un palazzo, si conficcò dolcemente a terra vicino a una foto del Padre. Molti affermavano di aver avuto salva la vita grazie alla foto del Padre che tenevano nel portafoglio.

Alcuni di questi episodi vennero riferiti a padre Pio, che ne sorrideva divertito. Un giorno il Padre guardiano lo esortava a non dare credito alle minacce rivoltegli da alcuni suoi nemici, che dicevano di volerlo uccidere. E il Padre, sorridendo, gli rispose: «Ma crede forse che io abbia in tasca la fotografia di padre Pio che mi protegge?».

Dopo la guerra, i pellegrini aumentarono in modo impressionante. Per potere confessarsi da padre Pio, gli uomini dovevano aspettare anche dieci giorni. Per le donne si arrivava anche a punte di due-tre mesi. Le maree di gente premevano il Padre, lo scuotevano, lo chiamavano, lo seguivano. Pochi si domandavano quanto costava a quel frate ogni sguardo, ogni parola, ogni benedizione, ogni risposta. Per molti la sua parte umana restava in ombra. Lui era soltanto lo stimmatizzato e il profeta.

Tratto da “A tu per tu con Padre Pio” (Mondadori, 1955)

(Fonte: Il Settimanale di Padre Pio)

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