Il regalo di Padre Pio alla Sardegna

La storia di fr. Nazareno da Pula: da ristoratore in Africa a questuante di Dio nell’isola sarda.

di Francesco Bosco

«Voi avete fr. Nazareno e potete rivolgervi a lui». Erano le parole di Padre Pio da Pietrelcina nei confronti dei fedeli che provenivano dalla Sardegna e affrontavano un lungo viaggio per giungere a San Giovanni Rotondo. Si racconta che Padre Pio quasi rimproverasse i sardi.

Al secolo Giovanni Zucca, fr. Nazareno, nasce a Pula (in provincia di Cagliari) il 21 gennaio 1911. Sesto di nove figli, il papà, allevatore di bestiame non lo lascia andare oltre la scuola elementare, perché ha bisogno di “braccia” per il lavoro in azienda. A 25 anni decide di emigrare in Africa orientale, dove apre una trattoria che ha successo, soprattutto tra i soldati italiani. Scoppia la Seconda Guerra Mondiale e Giovanni, arruolato tra gli artiglieri, si ritrova con il grado di sergente. Nel 1941, gli inglesi lo fanno prigioniero e lo portano in Kenia, dove resta per cinque anni.

“Sarai cappuccino in Sardegna”

Non si abbassa alle adulazioni e ai compromessi cui invece tanti si piegano per ingraziarsi i vincitori e preferisce le umiliazioni continue. Quando viene rimpatriato ha 35 anni e deve pensare seriamente a cosa fare nella vita. Vuole formare una famiglia con la sua fidanzata ma è proprio in questo periodo che sente impellente il desiderio di consacrarsi a Dio nella vita religiosa.

Giovanni è in crisi e vuole chiarirsi le idee. Decide, quindi, di partire per San Giovanni Ro- tondo. Il Frate di Pietrelcina quando lo vede gli dice: «Guagliò, sei arrivato finalmente! È da tempo che ti aspettavo». Padre Pio lo tratta duramente e lo manda via. Il giorno dopo, però, lo accoglie benevolmente e lo ascolta come un vecchio amico. Da quel giorno il loro rapporto si intensifica sempre più.

L’incontro col Frate stigmatizzato diventa decisivo nella vita del giovane Zucca. Padre Pio confortandolo lo rassicura che il suo posto è tra i figli di san Francesco ma non a San Giovanni Rotondo come Giovanni avrebbe voluto, bensì in Sardegna, fra la sua gente: «Sarai cappuccino in Sardegna – disse Padre Pio – e farai del bene alla gente della tua isola». Poi aggiunse: «Vai tranquillo. Io non ti lascerò mai solo».

Questuante che cerca e dona Dio

Gli eventi poi confermarono questa promessa. L’intervento di Padre Pio diventa determinante perché Giovanni torna in Sardegna trasformato.

Nel dicembre del 1950 fa richiesta ai frati cappuccini sardi di essere accettato nell’Ordine di san Francesco, come fratello laico «avendo grande desiderio di imitare Ignazio da Laconi ed essendo pieno di vita e di buona volontà». Aveva 39 anni quando entra nel convento di Sanluri.

Giovanni, il 23 settembre del 1951, riceve l’abito dei Cappuccini, mutando il nome in quello di fr. Nazareno. Il 24 settembre del 1952, emette la professione dei voti temporanei e il 29 novembre del 1955, professa i voti perpetui.

È un ottimo cuoco e per cinque anni si occupa della cucina del convento. Viene trasferito nel convento di Sassari prima e Iglesias poi con l’incarico della questua. L’ufficio della questua gli fa incontrare tante persone che non tardano ad accorgersi delle sue virtù, della sua “vita santa” riconoscendogli doni speciali, ricevuti da Dio.

Dal 1958 è nel convento di Cagliari dove continua a svolgere l’ufficio di questuante che fino al giugno di quell’anno era stato di fr. Nicola da Gesturi. Fr. Nazareno si impegna a svolgere questo servizio nel migliore dei modi, proprio sull’esempio e nel ricordo di fr. Nicola, oggi Beato. La gente lo cerca per poter essere accolta, ascoltata e aiutata. Viene continuamente chiamato dagli ammalati, sia negli ospedali che a domicilio.

“Farai del bene alla tua gente”

Fr. Nazareno ricordava a tutti le parole di Padre Pio: «Per andare in Paradiso occorre molto pregare, molto soffrire, molto lottare».

«Lotta e non ti arrendere mai», erano le parole del fraticello sardo.

Fra’ Nazareno ai funerali di Padre Pio

Piange la morte del suo padre spirituale e partecipa ai funerali a San Giovanni Rotondo.

Immerso totalmente in Dio, Nazareno cerca di aiutare le persone nel conforto e nella preghiera seguendo i consigli che negli anni precedenti gli aveva consegnato il Frate del Gargano. Da lui si ricorre per consigli, per intercessioni, e lui è sempre paziente nell’ascolto. Ha una grande capacità di leggere i cuori della gente e di “predire il futuro”. Usa spesso le famose “caramelle benedette”, che distribuisce a piccoli e grandi. Decine e centinaia i casi di guarigione, spesso inspiegabili, dopo una semplice imposizione delle mani o uno sguardo rivolto al cielo: «Se da un lato queste sono come la “firma” di Dio sul suo operato, dall’altro sono anche quelle che tolgono la pace al povero convento cagliaritano, continuamente assediato dai suoi “poverelli” (così li chiamava) malati nel corpo o nello spirito».

Lo mandano così a Sorso, nel nord della Sardegna, ma la gente lo raggiunge anche là, col treno, in macchina e con gli autobus. Diventa una benedizione per la popolazione. Dopo circa dieci anni torna a Cagliari; qui dal 1986 fino alla morte, avvenuta il 29 febbraio del 1992, fa parte della fraternità del locale convento anche se, prima saltuariamente, e poi in modo permanente, vive in una casa di campagna, in agro di Pula, onde essere sempre più disponibile all’accoglienza e all’ascolto delle persone che, sempre più numerose, a lui ricorrevano, e che provenivano da tutte le parti della Sardegna e dal continente.

Proprio vicino a quella casetta, oggi vi è il Santuario della Madonna della Consolazione, voluto proprio dal cappuccino sardo e dove dal 22 maggio 1994, riposano le sue spoglie mortali.

La sua scomparsa gettò nello sconforto tantissima gente che si sentì privata di un amico, di un benefattore, di un intercessore e di un punto sicuro di appoggio e di speranza. Ai suoi funerali partecipano circa 30 mila persone; l’intera città si ferma per alcune ore per ricordare il suo caro e amato fraticello. Nel dicembre del 2019 si è conclusa l’inchiesta diocesana della Causa di Beatificazione.

(Fonte: Voce di Padre Pio, 03-2020)


Raccolta fondi straordinaria dal 19 al 26 febbraio 2021

Carissimi devoti e figli spirituali di Padre Pio,

ci è giunta una richiesta d’aiuto economico da parte di una famiglia che deve far fronte ad alcune spese entro la fine del mese

Come sempre la nostra redazione ha dato quanto poteva, ma da sola non è sufficiente.

Vi chiediamo di aiutarci ad aiutare questa famiglia in difficoltà, o almeno di dire una preghiera affinché possa riuscire a far fronte alle spese in scadenza.

Vi ringraziamo per il vostro aiuto (sia materiale che spirituale) da parte di quella famiglia, anche da parte nostra, e vi ricordiamo che ogni giorno — in modo particolare la domenica — preghiamo per le intenzioni dei benefattori del nostro blog e di nostri amici e fratelli che domandano il nostro aiuto.

Che il Signore, per intercessione di San Pio da Pietrelcina, vi ricompensi 100 volte tanto in questa e nell’altra vita!

PS: Per chi volesse avere maggiori informazioni ci scriva qui.

Cliccare sull’immagine per le donazioni.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...