La pandemia del 1918 a Pietrelcina

Anche la famiglia di Padre Pio fu colpita dalla pandemia dell’influenza detta “spagnola”.

di Stefano Campanella*

Nell’autunno del 1918 neppure Pietrelcina fu risparmiata dalla pandemia. La “spagnola”, espandendosi nell’Italia meridionale, raggiunse il piccolo comune sannita, che all’epoca contava circa quattromila e cento abitanti e dove, negli ultimi quattro mesi del 1918, ci furono 134 morti in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, verosimilmente a causa della letale influenza. Nel 1919, invece, ci sono stati meno decessi rispetto al 1917.

Anche i congiunti di Padre Pio furono contagiati dal virus H1N1, che determinò certamente in quel contesto due lutti nel giro di pochi giorni e a cui potrebbero essere addebitati altri due decessi avvenuti nello stesso periodo, nell’ambito dello stesso nucleo familiare, dei quali non è stato possibile individuare la causa.

A settembre si ammalò Felicita Forgione, sorella di Padre Pio, che aveva 29 anni, le cui condizioni si complicarono a causa di un aborto spontaneo. Contemporaneamente si sentì male anche il terzogenito della donna, Ettoruccio Masone, di 22 mesi. Il medico che lo visitò lo trovò tanto grave da non lasciare nessuna speranza. «Preparate la cassetta – disse – perché questo fra un’ora o due morirà, non c’è più niente da fare». Il papà Vincenzo, straziato dal dolore, seguì il consiglio del medico. Ma la situazione mutò radicalmente nel giro di mezz’ora. Ettoruccio cominciò a riprendersi, mentre suo fratello più grande, Pellegrino, di quattro anni, entrò in casa dicendo: «Papà, papà, mi fa male la testa». Vincenzo non fece in tempo a farlo visitare. Il piccolo morì in pochi minuti e fu deposto nella cassettina che era stata preparata per il fratellino minore. Tre giorni dopo Felicita, a cui era stata nascosta la notizia della morte del secondogenito, alle due e mezza del mattino vide entrare Pellegrino nella sua stanza, in compagnia di uno stuolo di angeli e di Padre Pio. Mezz’ora dopo chiuse per sempre i suoi occhi alla vita terrena.

Il Cappuccino era molto legato a questa sorella, nata dopo di lui, a distanza di due anni e quattro mesi. Le voleva molto bene e la stimava. Diceva che «era la migliore: quella che passava tutti in casa per bontà e per bellezza». Sosteneva che «era una santa, perché era buona». E aggiungeva: «Anche con tutti i guai che le sono capitati, lei era sempre sorridente».

Il mistico Frate fu subito informato dei due decessi avvenuti in famiglia, ma non poté rag- giungere Pietrelcina per partecipare ai funerali, perché aveva ricevuto da pochi giorni le stimmate permanenti e probabilmente perché cominciava ad avvertire i primi sintomi di una ricaduta della malattia che lo aveva colpito nella prima metà di settembre. «Col cuore straziato dal più crudo dolore» fu, quindi, costretto a tentare di consolare i genitori a distanza, con una lettera: «Miei cari, nella durezza e nell’amarezza del dolore non mi rimane altra forza se non di esclamare: “Giusto sei, o Signore, e retti sono i tuoi giudizi”. Dio me l’ha data la povera sorella mia, e Dio me l’ha tolta e sia benedetto il suo santo nome. In queste esclamazioni ed in questa rassegnazione trovo la forza sufficiente di non soccombere sotto il peso del dolore. A questa rassegnazione nella divina volontà esorto anche voi e troverete, al par di me, l’alleviamento del dolore».

Quella per la morte di Felicita e del nipotino Pellegrino non fu, però, l’unica sofferenza interiore che Padre Pio provò, in quel periodo, a causa della pandemia influenzale. Quasi certamente fu contagiata da quel terribile virus anche mamma Peppa, forse per essersi prodigata ad andare in soccorso alla famiglia di Felicita, sostituendosi a lei nell’adempimento dei compiti domestici. L’unica certezza è che, nell’ottobre del 1918, la genitrice si trovava «in tristissime condizioni di salute», tanto da far temere il rischio di morte. Per scongiurare l’infausto esito e per ottenere la guarigione della madre, Padre Pio chiese preghiere a diverse sue figlie spirituali. In questa circostanza le corali invocazioni furono ascoltate dal Signore. Il decorso clinico della donna si è, infatti, evoluto positivamente, con un graduale ma progressivo miglioramento dal 29 ottobre 1918 al 4 gennaio 1919, attestato dalle lettere scritte nel citato arco temporale dalla mano piagata del Frate stigmatizzato.

Nel periodo in cui imperversò la “spagnola”, la stessa famiglia pietrelcinese fu colpita da altri due lutti: per il piccolo Alfredo Masone – figlio di Pellegrina Forgione (la seconda sorella di Padre Pio; la terza, Graziella, nel 1917 era entrata nel monastero delle Brigidine a Roma, dove assunse il nome di suor Pia dell’Addolorata) e di Antonio Masone – morto il 12 ottobre 1918 a soli quattordici mesi, e per il più grande Francesco Forgione – figlio di Michele (fratello maggiore del Cappuccino) e di Giuseppa Cardone – che cessò di vivere il 9 novembre 1920, dopo aver compiuto nove anni. In entrambi i casi non è stato possi- bile accertare la causa del de- cesso, né dal registro parrocchiale dei morti né da quelli dell’Anagrafe comunale né da altre fonti. Non è, dunque, certo che i due nipotini del mistico Frate siano stati vittime della pandemia, ma non si può neppure escludere, visto che dalla ricerca storica del giornalista britannico Toby Saul è emerso che «si ebbero casi di decessi per influenza (forse una forma diversa) fino al 1920».

*Direttore di “TeleRadio Padre Pio” e autore del libro “La pandemia di Padre Pio”

(Fonte: Voce di Padre Pio, 01-2021)


Raccolta fondi straordinaria dal 19 al 26 febbraio 2021

Carissimi devoti e figli spirituali di Padre Pio,

ci è giunta una richiesta d’aiuto economico da parte di una famiglia che deve far fronte ad alcune spese entro la fine del mese

Come sempre la nostra redazione ha dato quanto poteva, ma da sola non è sufficiente.

Vi chiediamo di aiutarci ad aiutare questa famiglia in difficoltà, o almeno di dire una preghiera affinché possa riuscire a far fronte alle spese in scadenza.

Vi ringraziamo per il vostro aiuto (sia materiale che spirituale) da parte di quella famiglia, anche da parte nostra, e vi ricordiamo che ogni giorno — in modo particolare la domenica — preghiamo per le intenzioni dei benefattori del nostro blog e di nostri amici e fratelli che domandano il nostro aiuto.

Che il Signore, per intercessione di San Pio da Pietrelcina, vi ricompensi 100 volte tanto in questa e nell’altra vita!

PS: Per chi volesse avere maggiori informazioni ci scriva qui.

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