A Casa Sollievo, la condotta limpida del Santo

Padre Pio, se rispettava i diritti, pretendeva anche l’impegno di compiere il dovere da parte di tutti gli impiegati di Casa Sollievo. Diversamente egli non sarebbe rimasto nella perfetta giustizia: non avrebbe infatti curato gli interessi di un’opera sorta per aiutare i sofferenti.

Padre Pio, se rispettava i diritti, pretendeva anche l’impegno di compiere il dovere da parte di tutti gli impiegati di Casa Sollievo. Diversamente egli non sarebbe rimasto nella perfetta giustizia: non avrebbe infatti curato gli interessi di un’opera sorta per aiutare i sofferenti.

Ce lo fa osservare P. Anacleto Miscio, che scrive: «Il Padre, se raccomandava ai responsabili di vigilare sulle paghe, perché fossero giuste, voleva che facessero la stessa cosa circa il lavoro da svolgere in pieno impegno e spirito cristiano». Così, a proposito di tutti i dipendenti, padre Pio diceva ad Angelo Battisti, l’amministratore unico: «Pagati bene e fatti rispettare».

Gli interventi del Santo miravano chiaramente a formare nei collaboratori un alto senso di giustizia, che li avrebbe guidati nella loro azione. A quelli che avevano maggiori responsabilità padre Pio soleva ripetere: «Nell’amministrazione dell’opera una cosa sola vi deve stare a cuore: il bene della Casa. Neppure se io stesso vi pregassi per mio padre o mia madre, dovete darmi ascolto, quando vedete che chiaramente ciò non è per questo fine». Lo attesta il dott. Franco Lotti, specialista in pediatria nella Casa Sollievo della Sofferenza, assicurando di aver sentito molte volte questo monito dalla bocca del Padre.

Suor Myriam Brusa, religiosa che dal 1957 si occupò degli uffici amministrativi dell’ospedale, completa la testimonianza. Lei assicura che le frasi correnti, indirizzate da padre Pio ai dirigenti dell’opera, erano: «State attenti: tutto è frutto di carità e di sacrifici; abbiamo quindi una grande responsabilità».

Infine padre Pio voleva che alla base di tutto l’agire dei dipendenti di Casa Sollievo della Sofferenza ci fosse una perfetta condotta morale. Egli era esigente circa la vita cristiana di tutti gli addetti alla Casa Sollievo.

Le richieste di assunzioni

Circa la richiesta di assunzioni per i posti di lavoro presso Casa Sollievo della Sofferenza si può immaginare quale problema costituissero negli anni ’50 del secolo scorso in una zona dove non c’erano altre possibilità di impiego. Scrive suor Myriam: «Le raccomandazioni, quindi, erano tante e pervenivano a padre Pio, specialmente tramite quelle persone che gli erano più vicino, e soffriva per certe insistenze. A volte segnalava dei nomi, ma rimetteva tutto nelle mani degli amministratori per le decisioni».

Cleonice Morcaldi ammette che qualche volta raccomandò al Padre qualche medico, perché fosse assunto in Casa Sollievo. Padre Pio rispondeva: «Ci sono i direttori che ci pensano. Io prego per lui». Niente clientelismo, dunque, poteva ammettere la condotta limpida del Santo, che non voleva farsi arbitro della Provvidenza, ma rimetteva a Dio la scelta, affidandogli con la preghiera ogni situazione.

Il dott. Franco Lotti ci offre un particolare molto importante su quanta responsabilità e senso di giustizia guidasse l’agire di padre Pio nel gestire questo problema. Egli dice: «Quando si trattava di decidere in merito ad assunzioni di personale o più raramente di licenziamenti, era frequente assistere a dibattiti anche vivaci tra padre Pio e gli amministratori, ciascuno in difesa del proprio punto di vista. Ma, alla fine, veniva chiesto al Santo: “Allora, padre, cosa decidiamo?”. Padre Pio con molta tranquillità rispondeva: “Questa è una decisione vostra; io vi ho detto quello che pare a me, ma voi siete gli amministratori, voi avete la responsabilità ultima, a voi la decisione”».

Prima di chiudere vogliamo riportare un episodio che conferma l’agire del Santo lontano da ogni compromesso. Attesta P. Mariano Paladino: «Un nipote di padre Pio, Ettore Masone, era malato di epilessia e quindi bisognoso di aiuto economico. Io e l’ing. Eleonora Figna – a quel tempo economa dell’ospedale – pensammo di mettere un piccolo servizio bar nella Casa Sollievo della Sofferenza per dargli un po’ di lavoro. Riferimmo, separatamente, la cosa a padre Pio, il quale rispose: “Se fate questo, trovatevi un altro confessore”. Così non se ne fece nulla».

Tratto da: “Padre Pio. Profilo di un santo”, di P. Pellegrino Funicelli, pp. 353-356.

(Fonte: Il Settimanale di Padre Pio)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...