Padre Pio è sempre in ascolto

Padre Pio ascoltava le voci dei suoi figli spirituali anche quando erano lontani da lui.

Fatto veramente singolare è che padre Pio percepisse quanto gli veniva espresso dai suoi figli, anche senza comunicare con le parole.

Ci riferisce Enzo Picciafuoco: «Mi avevano detto che per chiedere qualcosa al Padre in modo efficace, bisognava farlo durante la Messa, col pensiero. Ed io un giorno ci provai. Ma alla fine della Messa, dopo che il Santo ebbe terminato il ringraziamento, avendo l’opportunità di parlargli gli dissi: “Padre, pregate per mia sorella”. E lui: “Non me l’hai già detto?”». Ma questo figlio spirituale è entrato in questa meravigliosa realtà, fin da quando padre Pio ha iniziato a guidarlo nelle vie dello spirito. Ci confida: «La prima notte che passai a San Giovanni Rotondo dormii poco per l’emozione che mi sarei confessato dal Padre. Così cominciai a colloquiare con le sue foto che si vedevano sulle pareti; e il colloquio durò a lungo. L’indomani, inginocchiato ai suoi piedi, gli apersi la mia anima e, dopo aver ricevuto l’assoluzione, restai in sacrestia a fare la penitenza. Ma, quando vidi che il Santo, terminate le confessioni, rimase seduto al suo posto, mi avvicinai e gli chiesi se mi poteva ancora concedere cinque minuti. E lui: “È da ieri sera che mi tormenti, hai continuato tutt’oggi e vorresti ancora cinque minuti?”. Si alzò e si allontanò per rientrare in convento, ma sulla porta si fermò e, girandosi, mi disse: “Agisci!”. Aveva capito la mia anima contemplativa e mi spingeva all’azione».

C’è da notare però che il Padre ascoltava le voci dei suoi figli anche quando erano lontani da lui.

Padre Valentino da San Marco in Lamis, cappuccino, durante la Seconda Guerra mondiale era in Emilia Romagna, mentre la linea gotica dell’esercito tedesco, attestato sull’Appennino, divideva l’Italia in due. Da tempo non aveva notizia della famiglia che viveva in Puglia, fin quando un giorno decise di partire per il Sud. Ma bisognava attraversare il fronte e ciò era molto rischioso. Conoscendo dei partigiani, che combattevano contro i tedeschi, chiese aiuto e consiglio a loro sul da farsi. Gli indicarono un passaggio su una montagna. Si era in pieno inverno ed era brutto tempo. «O questa notte, o mai più!», gli dissero. Insieme ad altri si mise in cammino. Arrivati in alta quota, c’era da percorrere un sentiero molto stretto, coperto di neve, su una scarpata ripida. L’imboccarono. Ma, quando padre Valentino era a metà, mise un piede in fallo e cominciò a scivolare. «Padre Pio, aiutami, Padre Pio, aiutami!», invocò il povero frate nell’angoscia e nel terrore di precipitare. Continuava ad andare giù tra le richieste di aiuto al suo Padre spirituale, quando fu fermato da un cespuglio. Aiutato dagli altri, poté risalire la china e continuare il viaggio. Attraversate le linee, gli fu possibile proseguire a tappe verso casa. Giunto a San Marco in Lamis, dopo aver riposato appena qualche ora, volle recarsi a San Giovanni Rotondo per ringraziare padre Pio, il quale appena lo vide gli disse: «Quante volte hai chiamato quella notte, quante volte!». Il Santo se lo strinse al petto e disse: «Ringraziamo il Signore!».

Tratto da: “Il Padre”. San Pio da Pietrelcina. Sacerdote carismatico, di P. Marcellino IasenzaNiro, pp. 254; 256-257.

(fonte: settimanaleppio.it)

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