Perché il Signore non interviene?

Perché — ha insegnato San Pio da Pietrelcina — il Signore ci da ciò che ci serve, non ciò che desideriamo.

A volte a San Giovanni Rotondo da parte di qualcuno si poteva sentir dire, tra la meraviglia ed un filino di protesta: «Nonostante la mia preghiera assidua espressa con molta fede, padre Pio non mi ha ottenuto la grazia che avevo chiesto». Da fra’ Daniele Natale fu riferito al Padre un caso, in cui c’era stata una lamentela simile; il Santo, indicando con il dito il cielo, disse: «Tutto dipende da Lui!».

Una volta Natalino Rappa di Biella scese a San Giovanni Rotondo e, incontrato il Padre, si lamentò che non stava bene e che le cure, a cui si sottoponeva, non davano alcun effetto. Padre Pio lo ascoltò e poi disse: «Ricordati che i medici e le medicine fanno effetto quando il Padreterno lo vuole».

Un giorno Enzo Bertani in chiesa presentò a padre Pio due creature addolorate ed affrante: una mamma e un papà. Essi, manifestando al Santo il dolore per la morte di un figlio giovane, si lamentavano della «tremenda punizione ricevuta da parte di Dio». Il Padre, compreso della loro prova, li confortò assicurando che il figliolo era in Paradiso. Rientrato il Santo in convento, Enzo, che lo accompagnava, gli sottolineava la grande prova a cui quei poveri genitori erano sottoposti. Ma padre Pio soggiunse: «Non sai che cosa il Signore ha risparmiato loro!». In un’altra circostanza il Padre allo stesso Enzo, sempre parlando di circostanze dolorose, disse: «Noi vediamo quello che ci capita e non vediamo quello che il Signore ci risparmia».

Racconta suor Vincenza Tremigliozzi: «Mia sorella Anna aveva fatto il corso per infermieri a Napoli, ove le volevano molto bene; così decise di rimanere nella città partenopea a svolgere la sua professione. Ma dopo due anni padre Pio la chiamò a San Giovanni Rotondo: si era aperto l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza ed il Santo la volle vicino a sé. Aveva 22 anni. Dopo un paio d’anni di permanenza sul Gargano, durante l’epidemia “asiatica” si ammalò; ma rimase a letto solo qualche giorno, riprendendo subito servizio. Si sentì male di nuovo, e contro le previsioni dei medici morì. Tutti noi di famiglia eravamo angosciati e disorientati. Mamma si dava con la testa contro il muro. Io assistevo a quelle scene annichilita. Dopo dieci giorni dalla sua dipartita, una mattina la mia consorella suor Lucilla, al termine della Confessione, sentì dirsi dal Padre: “Dov’è suor Vincenza?”. Avendo lei risposto che ero al conventino, il Santo continuò: “Fammela venire”. Io corsi in chiesa e mi accostai al confessionale; lui mi prese il viso tra le mani e mi disse: “Dove credi che è la sorella tua? L’abbiamo mandata in Paradiso!”. E dopo una breve pausa soggiunse, scandendo le parole: “Chi sa che fine avrebbe fatto!”».

Tratto da: “Il Padre”. San Pio da Pietrelcina, di P. Marcellino IasenzaNiro (339-342).

(fonte: settimanaleppio.it)

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