L’importanza del S. Rosario per P. Pio

Il Santo Rosario era l’inseparabile “arma” di San Pio da Pietrelcina.

La preghiera più richiesta dal Santo ai suoi figli spirituali era naturalmente il Rosario. Scrive padre Pellegrino: «Qualche volta per spingermi a recitare con maggior entusiasmo il Santo Rosario mi aveva detto scherzando: “Tu hai un brutto muso. Solo quando reciti l’Ave Maria, puoi dire di avere labbra porporine”». […].

A Giovanna Di Maggio, che era giunta da Trapani per confessarsi, il Padre, dopo aver dato l’assoluzione, chiese: «Quanti Rosari dici al giorno?». «Uno, Padre», rispose la penitente. «Ne devi dire due», replicò padre Pio. «Sì, Padre», fu la risposta. Dopo qualche mese la signora Giovanna era di nuovo a San Giovanni Rotondo. Ed anche questa volta il Padre le chiese: «Quanti Rosari dici al giorno?». «Due, Padre», rispose, perché aveva mantenuto la promessa, fatta tempo prima. E padre Pio aumentò il numero: «Ne devi dire tre, perché uno serve a me».

Il Santo dava poi suggerimenti per recitare bene questa preghiera. Chiese una volta ad una figlia spirituale: «Sai come si dice il Rosario?». E, senza aspettare risposta, continuò: «Si fa un atto di amore, dicendo: “Gesù, ti amo con tutto il cuore”; poi un atto di dolore: “Gesù, mi pento di averti offeso”, quindi si bacia il crocifisso e si dicono il Pater, le 10 Ave Maria, per concludere con il Gloria».

Anche a Lucia Merendino padre Pio consigliava: «Quando recitate il Rosario dopo il Gloria dite: “Gesù, vi amo e mi pento di avervi offeso”. Con questa giaculatoria fate un atto d’amore ed un atto di dolore». E, prevedendo l’obiezione di chi vede il Rosario come una preghiera ripetitiva, insisteva sulla meditazione del mistero, che cambia ad ogni decina. E precisava ad una figlia spirituale: «L’attenzione deve essere portata sì al saluto che rivolgi alla Vergine, ma guardando al mistero che contempli. In tutti i misteri Lei era presente, a tutti partecipò con l’amore e il dolore». […].

Nell’estate del 1965 un giorno verso le 14.00 andai nella camera di padre Pio, perché dovevo accompagnarlo in sagrestia, per la confessione degli uomini. Lo trovai che stava recitando il Rosario e rimasi in attesa che terminasse la sua preghiera. Quando finì di scorrere la corona, si segnò, poi prese il crocifisso e cominciò a baciarlo intensamente come se volesse farlo suo, divorarlo nell’amore. La scena durò per diversi, lunghi secondi, tanto che io ebbi la sensazione che il Padre, dimentico della mia presenza, fosse come entrato in estasi.

Tratto da: “Padre Pio parla della Madonna”, di P. Marcellino IasenzaNiro (pp. 431-434).

(fonte: settimanaleppio.it)

 

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