Settanta volte sette

Padre Pio è stato vero imitatore di Cristo non solo nel dolore ma anche nel perdono.

La vita di padre Pio è stata disseminata da incomprensioni e mortificazioni, per le quali egli non ha mai mostrato il minimo risentimento. Ed ha sempre perdonato. In questo voleva fosse imitato dai suoi figli.

A suor Pura Pagani, che in Confessione gli manifestava dei dispiaceri e torti ricevuti nell’ambito ecclesiastico, il Padre disse: «Devi perdonare. Anch’io ho perdonato».

Circa il perdono c’è un episodio alquanto misterioso che ci narra Mario Sanci: «Nel mio ufficio di collocamento in seguito ad un’accesa discussione, un operaio mi dà un forte schiaffo, ne segue una denuncia ai carabinieri e l’operaio è ricercato per essere arrestato. Non può rientrare a casa, neanche per dormire, e siamo nel periodo della Pasqua 1956. Dopo moltissime pressioni di amici ritiro la denuncia. Parecchio tempo dopo, mi reco a San Giovanni Rotondo per confessarmi da padre Pio. Appena m’inginocchio, il Padre mi chiede: “Hai beneficato qualche padre di famiglia?”. Il mio pensiero va subito alla denuncia ritirata e rispondo: “Sì, Padre, ma mi è costato uno schiaffo”. Appena dico questo, vedo padre Pio piegarsi tutto da una parte, mettersi la mano sulla guancia, come se quello schiaffo lo stesse ricevendo lui in quel momento. Io rimango imbarazzato ed addolorato. Il Santo si rialza e comincia: “Da quanto tempo non ti confessi?”. Segue la mia Confessione, che si conclude con l’assoluzione. Ogni tanto medito su questo episodio. Penso che il Padre abbia voluto mostrarmi che in realtà io ho dato a lui veramente uno schiaffo, quando, pur vantandomi di essere un suo figlio spirituale, non volevo perdonare a chi mi aveva offeso, ma devo aggiungere che da quel giorno, quando mi metto davanti al Crocifisso, vedo quanti schiaffi e colpi di flagelli ho dato a Gesù con i miei peccati. Quella lezione mi fu salutare».

Era consuetudine di padre Pio invitare i penitenti e figli spirituali a tener presente Gesù confitto in croce per le nostre colpe, quando si trovavano nella difficoltà di perdonare.

Un signore si confessa da padre Pio; terminata l’accusa dei peccati rimane in attesa che parli il Padre, il quale domanda: «Hai altro?». Avendo avuto risposta negativa, il Confessore ripete la domanda. Al secondo “No” il Santo chiede: «Con tuo fratello come va? Quali sono i vostri rapporti?». «Non mi parla, ma non è colpa mia. Mi ha fatto del male e si è allontanato da me. Io non so che fare», risponde il penitente. «Va’ a far pace», dice il Santo. «Ma, Padre è lui che ha fatto del male a me, non io a lui», si giustifica il penitente. Ed il Santo: «E Gesù che colpa aveva quando è salito sulla croce. Non è morto per le colpe degli altri ed anche per le tue?». E non volle dargli l’assoluzione.

Tratto da:  “Il Padre”. San Pio da Pietrelcina. Testimonianze, di Padre Marcellino IasenzaNiro, pp. 189-190.

(fonte: settimanaleppio.it)

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