Attraverso le porte

di Maria Winowska, da “Il vero volto di padre Pio. Vivo oltre la morte” (Ed. San Paolo, 2003).

In certi casi, Padre Pio sapeva passare per le porte chiuse con grande stupore di quelli che l’aspettavano al varco. Era un modo elegante di far perdere le sue tracce agli importuni e di evitare i curiosi. Ecco due fatti che mi sono stati raccontati da testimoni.

Un gruppo di pellegrini è in agguato davanti alla porta per la quale Padre Pio deve passare  per andare in chiesa. Un agguato? Appunto. Passa un’ora, due, tre… Il tempo sembra loro lungo, ma non importa: “Padre Pio deve passare da questa porta. Padre Pio passerà!”. Un cappuccino li sorprende: “Che cosa aspettate, buona gente?”. “Padre Pio!”. “Ma egli è in chiesa da un bel po’ di tempo e confessa!”. Molto meravigliati i pellegrini domandano: “Di dove è passato?”. “Da questa porta sicuramente!”. “E noi non l’abbiamo visto”. Il religioso sorride: “Se non l’avete visto, significa che egli non ha voluto vedervi; Padre Pio è là per confessare, non per chiacchierare…”. Essi compresero.

Un’altra volta gli abitanti di S. Giovanni Rotondo furono incuriositi da una bella automobile che scaricò sul sagrato della chiesa un gruppo di “signore” imbellettate e in abiti succinti, accompagnate da un dongiovanni beffardo. Era una compagnia teatrale e avevano fatto una deviazione imprevista per poter vedere il “santo” e farsi qualche risata. Esperto del mestiere, il damerino declamava: “Dov’è Padre Pio? Sono venuto per essere convertito!”. Le “signore” si facevano grosse risate, mentre il Frate portinaio cominciava a perdere la testa. Trattandosi di una conversione… che Padre Pio se la sbrighi da solo! “Andate in sagrestia, buona gente, egli sta confessando!”. Con aria canzonatoria quelli attraversarono la chiesa senza neppure abbozzare una genuflessione davanti all’altare maggiore. “Dov’è Padre Pio?”, domanda il giovane buffone. “È uscito or ora, avreste dovuto incontrano in chiesa”. “No…”. “Non è possibile!”. I pellegrini, riuniti in sagrestia, guardano con una certa meraviglia quella rumorosa compagnia, ma, abituati alle retate di Padre Pio che pescano i “pesci grossi”, si offrono amabilmente per rendersi utili. Si cerca Padre Pio in chiesa, nel convento, in giardino: impossibile rintracciarlo! Impermaliti, gli “artisti” perdono la pazienza. Sui loro visi compare lo scontento; il sorriso canzonatore muore loro sulle labbra. “Ci dispiace – dicono i Cappuccini – non lo troviamo”. “È dunque uscito?”. “Certamente no!”. “Allora dov’è?”. Fra Gerardo alza le spalle. Furiosi, sconcertati, gli intrusi risalgono nella vettura che riparte in una grande nuvola di  polvere, fra grida e imprecazioni. Quelli che stavano sulla soglia della chiesa, al vederli partire, si voltano e scorgono Padre Pio. “Ma dove eravate dunque, Padre? Vi cercavamo dappertutto!”. Padre Pio sorride: “Passavo e ripassavo davanti a voi, ma voi non ve ne siete accorti”, ed entrò tranquillamente nel confessionale.

Non conosciamo la fine di questa avventura; ma quelli che conoscono Padre Pio sarebbero molto meravigliati se non ci fosse stato, alla fine, qualche “gran ritorno”. Per risvegliare certe anime, Padre Pio usava qualche volta metodi speciali e non rinunciava facilmente ai “pezzi grossi”.

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