Come cervo assetato

La Santa Messa era la fonte e il culmine della vita di San Pio da Pietrelcina perché il Santissimo Sacramento dell’Eucarestia era tutto per lui e voleva che fosse lo stesso per i suoi figli spirituali e per i suoi penitenti.

Era risaputo da tutti che Padre Pio fino alla sua morte al mattino si levava prestissimo, per prepararsi a celebrare la Messa. Padre Raffaele D’Addario che è stato con il Padre dal 1926 al settembre 1960, scrive: «Andava a letto quasi a mezzanotte, ed intorno alle 2:00-3:00 già la sua sveglia suonava per la preparazione alla Santa Messa, che in quel periodo celebrava intorno alle 6:00. Più volte gli dissi di levarsi un tantino più tardi; ma egli sempre mi rispondeva: “Se fosse in mio potere, andrei a dire la Messa subito dopo la mezzanotte”. Egli anelava l’ora della Santa Messa, quasi cervo sitibondo in cerca della fonte.  Per lui la Messa era il centro della sua vita, perché era lì che riviveva tutta la Passione di Gesù» (Padre Marcellino IasenzaNiro, Padre Pio. Profilo di un santo, pp. 149-150)

Umberto Iorio di Morcone (Benevento) aveva sentito parlare in famiglia di Padre Pio ed era sorto in lui il desiderio di conoscerlo. Salì a San Giovanni Rotondo e si accostò al confessionale dove il Padre accoglieva i penitenti. «Vai a Messa la domenica?», chiese il confessore. «Qualche volta», rispose il penitente. Ed il Padre: «E che vivi nel deserto?». Poi aggiunse: «Vai a Messa e poi torna». Umberto – poteva avere ventiquattro, venticinque anni – si alzò disinvolto dall’inginocchiatoio; senza fare una piega, quasi con indifferenza, infilò il corridoio del chiostro che mena all’uscita. Ma, appena si ritrovò solo sul piccolo piazzale del convento, scoppiò in un pianto dirotto. Egli attesta: «Ho sentito dentro di aver mancato a qualcosa di grave. Poi, una volta a casa, ho cominciato ad andare a Messa tutte le domeniche. Posso assicurare che fino a questo momento non ho mai più mancato, in tutta la mia vita, di partecipare alla celebrazione dell’Eucaristia nei giorni festivi. Naturalmente dopo qualche mese sono ritornato da Padre Pio, al quale mi sentivo ormai legato» (Padre Marcellino IasenzaNiro, “Il Padre”. S. Pio da Pietrelcina. Testimonianze, pp. 95-96).

(fonte: settimanaleppio.it)

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