L’agit-prop di Velletri

di Renzo Allegri, “Padre Pio. Il Santo dei miracoli”, pp. 350-351.

Nel 1948, Costante Rosatelli, geometra di Velletri, è iscritto al Partito comunista. Nella zona dei Castelli è molto conosciuto e stimato. Sulla trentina, alto, secco, ha una parlantina sciolta e vivace. È un argomentatore stringato e irresistibile. Sentendolo discutere, si capisce perché sia ritenuto un esponente di avanguardia dei comunisti nella sua regione: battagliero agit-prop, uomo da comizio e da blocchi stradali.

Trascorre la maggior parte del suo tempo a far propaganda al PCI. Crede ciecamente e con passione alle teorie di Marx. I suoi discorsi hanno la forza e la verve di un vero missionario.

Un giorno del 1948, mentre sta tornando a casa, vede a una finestra un frate che lo scruta con sguardo mesto. Alcuni giorni dopo, quel frate gli appare in sogno e gli dice: «Vieni da me. Basterà poco tempo, una quindicina di giorni». Qualche settimana più tardi, ancora in sogno, quel frate gli dice: «Vieni a confessarti da me».

Rosatelli non sa chi sia quel frate. È scioccato e insieme affascinato dalle esperienze strane che gli stanno capitando. Non le confida a nessuno. Un giorno, sua sorella Gina, di ritorno da un viaggio a San Giovanni Rotondo, gli parla di Padre Pio e dei prodigi che il frate con le stigmate compie. «Balle, sono tutte balle», risponde ironico Rosatelli, ma per lui inizia una profonda crisi. «E se fosse vero?», si chiede inquieto.

Passa altro tempo. Da un pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo torna un’altra signora, amica di famiglia dei Rosatelli, e porta con sé delle immagini di Padre Pio. Non appena le vede, Costante sbianca: è il frate che da un anno lo sta tormentando con apparizioni e richiami. Adesso la curiosità si è fatta irresistibile. Rosatelli decide di unirsi a un gruppo di amici che partono per San Giovanni Rotondo. Il viaggio avviene il 6 luglio 1949. Il giorno dopo entra nel confessionale di Padre Pio. «Da quanto tempo non ti confessi?», gli chiede bruscamente il Padre. «Da cinque anni», risponde Rosatelli. «Non dire bugie, sono dodici», lo rimprovera il frate e poi gli chiede: «Allora, la tessera comunista la strappi tu o la strappo io?».

Rosatelli torna cambiato. L’incontro con Padre Pio ha scatenato un uragano nel suo cuore. Tutte le sue idee le sue convinzioni sono messe in discussione. La sua dialettica materialistica tentenna, poi crolla: Marx cede il passo a san Francesco. Dopo alcuni mesi, Rosatelli si presenta alla direzione del partito e comunica ai propri compagni che non può più stare con loro, che è diventato credente. Diventa oggetto di beffe e di disprezzo. Nella sua cittadina viene isolato, emarginato, subisce danni anche nella professione, ma non gliene importa più niente. Padre Pio ha fatto di lui un uomo nuovo.

(fonte: settimanaleppio.it)

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