L’umiltà di Padre Pio agli occhi dei confratelli

di Padre Marcellino IasenzaNiro, “Padre Pio profilo di un santo”, pp. 238-242.

Chi viveva o avesse una certa familiarità con il Padre veniva colpito dalla sua grande umiltà, che risaltava anche negli avvenimenti più semplici della sua giornata. Apprendiamo da chi lo ha conosciuto.

Padre Odorico D’Addario osserva: «La sua vita di cappuccino era così umile e nascosta che, se non vi fossero stati in lui fatti straordinari, non ci saremmo neppure accorti che fosse tanto superiore agli altri».

Padre Giuseppe Martin: «L’atteggiamento di Padre Pio era sempre umile, sia che egli trattasse con persone semplici, sia che si trovasse con persone elevate. Non dava mai credito alle grazie che gli attribuivano. Nel mio primo incontro del 1959 sono riuscito a distinguere Padre Pio solo dal fatto che portava i guanti, ma per il resto era come gli altri frati».

Padre Tarcisio Zullo attesta: «Gli atteggiamenti del Santo li ho riscontrati sempre semplici e mai ricercati. Diceva a chiunque con candida semplicità che era figlio di un contadino».

Padre Rosario da Aliminusa scrive: «Ricordo che una volta Padre Eusebio, che godeva di una piena confidenza con Padre Pio e che con tanta devozione filiale lo serviva giorno e notte, gli disse scherzosamente, non ricordo più a che proposito: “Che si crede, padre spirituale, che qui ci sia solo lei quale persona importante? Ci sono pure io!”. E Padre Pio prontamente: “Prego di credere: io non sono mai stato una persona importante”». […].

Con il Padre Benigno [Padre generale dell’Ordine], il nostro Santo ha avuto sempre rapporti, oltre che di rispetto, anche di vera amicizia. Troviamo un episodio gustoso, vissuto dai due confratelli il 22 gennaio 1953, 50° anniversario della vestizione religiosa del Padre. Vi traspare la semplice e bella aria di festa fraterna. A metà pranzo il Padre Generale dice al Santo: «Padre Pio, adesso ci benedica». Il Padre, alzatosi in piedi, replica: «Permettete però prima due parole. Quando mio padre raggiunse il cinquantesimo anno di vita, pretese che io e i miei fratelli gli baciassimo la mano, mentre prima di allora non ce lo aveva mai permesso. Oggi la benedizione non dovrei darla io, perché c’è tra noi il reverendissimo Padre Generale; ma giacché egli lo vuole, io, pur non avendo nessuna autorità, volentieri do a tutti la benedizione, oggi che compio 50 anni di vita religiosa». Il Santo, pregato dal suo superiore non poteva non acconsentire alla sua richiesta, ma con quale garbo egli l’ha fatto!

(fonte: settimanaleppio.it)

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