Vivere con Gesù Sacramentato

di padre Marcellino IasenzaNiro, Padre Pio, profilo di un santo, pp. 171-173.

Chi ha dimorato anche per poco con Padre Pio si è potuto certamente rendere conto che il Tabernacolo – il luogo dove in Chiesa si conservano le Sacre Specie, cioè il Pane consacrato durante la Santa Messa – era il polo di attrazione del nostro Santo.

Vogliamo però aprire le nostre considerazioni, partendo da una testimonianza, che inquadra subito l’amore che il Padre nutriva per Gesù, il quale vuole restare con noi anche dopo che per noi si è immolato sull’altare. È di Padre Alberto D’Apolito che si riferisce al tempo in cui Padre Pio, giovane Sacerdote, viveva presso i suoi a Pietrelcina. Scrive il nostro confratello: «Qualche volta si è fatto chiudere di sera in chiesa, rimanendovi fino al mattino! Questo mi è stato confermato dal Parroco Don Salvatore Pannullo, testimone oculare dei fatti» (Positio II, 52).

Ho nel mio diario due annotazioni sull’amore che Padre Pio portava a Gesù sacramentato; le voglio riportare. Nell’agosto del 1965 Padre Pio si ammalò, tanto che non poté celebrare la Santa Messa per qualche giorno. Io gli stavo vicino. La mattina del 25, verso le 10:00, mi chiese di accompagnarlo nella chiesa grande di Santa Maria delle Grazie, per pregare. Purtroppo, proprio in quel momento mancava l’energia elettrica, e quindi non avremmo potuto usare l’ascensore per raggiungere il matroneo. Nel desiderio di evitargli la dura rampa di scale che menava al posto dove sostava solitamente in preghiera, gli dissi: «Padre, perché non va a pregare nella cappellina? È a due passi, sul nostro piano».  Egli, umile e mortificato, mi rispose: «Ma lì – indicando la chiesa nuova – c’è Gesù Sacramentato!».

Un’altra volta, invece, il 3 settembre del 1965, Padre Silvano da Cerignola, giovane confratello, scherzando, disse al Padre che avrebbe dovuto farsi una “camminatina” nella nuova chiesa di Santa Maria delle Grazie, per conoscerla. Padre Pio rispose: «A me basta l’altare maggiore e Gesù sacramentato».

Attesta Padre Odorico D’Addario: «Un giorno a motivo di un’indisposizione dovette allontanarsi dal matroneo durante la funzione serotina. Lasciando la chiesa ebbe a dire: “Gesù mio, nemmeno la visita posso farti più!”. Ciò disse con voce accorata e talmente penetrante da costituire come un trattato dell’Eucaristia».

Bene conclude questa serie di attestati il Padre Tarcisio Zullo che scrive: «Passava ore e ore innanzi a Gesù Sacramentato. In occasione dei funerali di Padre Agostino, direttore spirituale di Padre Pio, avendolo visto in chiesa per svariate ore, al termine delle esequie dissi: “Padre spirituale, andiamo un po’ a riposare in camera?”. Mi rispose: “No, figlio mio; il mio posto è qui”».

Possiamo renderci conto di ciò che avveniva in quei momenti nel cuore del Santo – mentre era alla presenza di Gesù Eucaristia – solo leggendo quanto egli, da Pietrelcina, ebbe a scrivere al suo direttore spirituale Padre Agostino in data 3 dicembre 1912:

«[Gesù] è talmente invaghito del mio cuore che mi fa ardere tutto del suo fuoco d’amore. Mi vado alle volte domandando se vi siano delle anime che non si sentono bruciare il petto dal fuoco divino, specialmente allorché si trovano dinanzi a Lui sacramentato» (Epistolario I, p. 317).

(fonte: settimanaleppio.it)

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