Una famiglia raggiunta da Padre Pio

Quando si sente parlare di “clientela mondiale” in riferimento all’apostolato a raggio indefinibile di Padre Pio, si pensa soprattutto all’immensa folla che accorreva da ogni parte del mondo a San Giovanni Rotondo per avvicinare il Santo stigmatizzato, dimenticando invece quel numero ancora maggiore di persone raggiunte dallo stesso Padre Pio nei modi più diversi.

di Luciana del Sole (19-03-2017)

Quando si sente parlare di “clientela mondiale” in riferimento all’apostolato a raggio indefinibile di Padre Pio, si pensa soprattutto all’immensa folla che accorreva da ogni parte del mondo a San Giovanni Rotondo per avvicinare il Santo stigmatizzato, dimenticando invece quel numero ancora maggiore di persone raggiunte dallo stesso Padre Pio nei modi più diversi.

Fu questa la riflessione che dovetti fare quando mi sentii raccontare il seguente episodio che dimostra come il santo Cappuccino fu vicino non solo a coloro che lo incontrarono di persona, ma fu ed è vicino a tutti coloro che ne invocano l’aiuto, l’assistenza e la protezione… e anche a coloro che magari non lo conoscono nemmeno!

Siamo nel 1952 e ci troviamo in Campania, precisamente a Napoli. In una bella casa risiede, con il marito e i figli, Adelaide, una donna dalla fede semplice e schietta, sebbene provenisse da una famiglia in cui, in campo religioso, c’era superficialità e forse un pizzico di superstizione.

Venerdì Santo: adorazione della Santa Croce.

Un giorno la donna di servizio, che era solita confidarsi spesso con Adelaide, le racconta un sogno avuto la notte precedente: stava lavorando da sola in quella casa quando ad un tratto bussarono alla porta. Un po’ timorosa andò ad aprire e trovò un Frate con la barba che portava una grande croce. «Che cosa volete?», chiese la donna. Il Frate rispose: «Devo entrare, devo portare questa croce…». «Ma al momento mi trovo da sola, potete aspettare?». «No, no… Devo entrare». E così dicendo il Frate entrò nella casa. La donna, preoccupata, chiese: «Ma questa croce è troppo grande, non ci entra… dove la mettete?». Il Frate intanto si infilò nella stanza di Ferdinando (il primogenito, giovane universitario di 22 anni, chiamato da tutti Nando) e appoggiando la croce sul letto disse: «Ecco… la metto qua». Questo il sogno, ma nessuno ne comprese subito il significato, né tanto meno capì chi mai fosse quel Frate.

I giorni trascorrono sereni ed arriva anche il periodo estivo. Ogni anno la famiglia è solita recarsi in una casa nell’isola di Ischia, ma a causa di motivi di lavoro del padre e di studio del figlio Nando, quell’anno si recano ad Ischia soltanto Adelaide e la figlia.

Durante queste vacanze ad Ischia, alcune persone, portando una grande statua dell’Addolorata, bussano alla porta di casa chiedendo un obolo in onore della Madonna dei Dolori. Adelaide dona la sua offerta ma non vuole che la statua dell’Addolorata entri in casa sua. Dice infatti: «L’Addolorata porta dolori!».

Alcuni giorni dopo arriva ad Ischia la notizia che il figlio Nando, accusando alcuni forti dolori, aveva deciso di farsi operare di appendicite. Ovviamente madre e figlia lasciano subito la casa di Ischia per tornare a Napoli e stare vicino al loro Nando. Finita l’operazione il giovane si alza ma subito perde i sensi e cade a terra. Tutti sono preoccupati, intanto i medici accorrono e riescono a rianimarlo, ma non sono per nulla ottimisti e comunicano alla famiglia le loro perplessità.

In tale dolore la preghiera resta l’unico conforto e l’unica speranza. Gli inquilini che abitano nel medesimo palazzo della povera Adelaide, venuti a conoscenza della sventura, si affrettano a spedire un telegramma a San Giovanni Rotondo, chiedendo al santo Cappuccino una speciale preghiera per il povero Nando.

Adelaide nell’ospedale, intanto, cerca la Cappella. Trovatala subito vi entra… e quale schianto al cuore! C’è proprio Lei: l’Addolorata! Adelaide si inginocchia e tra le lacrime supplica la Mamma Addolorata per suo figlio Nando. L’effigie la guarda con amore, e in quello sguardo Adelaide comprende… Rincuorata torna dal figlio. Il marito le dice: «Ma come? Sei andata a pregare mentre tuo figlio sta morendo?». Senza badare a ciò, Adelaide si avvicina a Nando e, pur non avendo nessuna conoscenza medica, gli dice: «Sta’ tranquillo, figlio mio, perché quell’embolo si è incuneato in una vena capillare». Quale precisione terminologica per una donna semplice come Adelaide!

Tornati a casa i condòmini chiedono notizie di Nando e raccontano come essi avessero pregato e fatto pregare, arrivando ad interpellare perfino Padre Pio! E difatti arrivò da San Giovanni Rotondo la risposta: «Padre Pio prega e benedice». Qualcuno che ben conosceva Padre Pio disse che quella risposta faceva intravedere un esito positivo, come di fatto avvenne (Nando visse ancora 47 anni). Ma la sorpresa più grande per tutti fu il conoscere l’identità di quel Frate che appoggiò la croce sul letto di Nando nel famoso sogno della domestica. Quest’ultima non aveva mai visto Padre Pio, ma quando qualcuno gliene mostrò la fotografia, ella esclamò: «Eccolo! È proprio lui quel Frate con la barba che appoggiò la croce sul letto di Nando!».

(fonte: settimanaleppio.it)

Advertisements

One thought on “Una famiglia raggiunta da Padre Pio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...