Come si salva un’anima

di Franco Bevilacqua, Le opere e i miracoli di Padre Pio, pp. 228-229.

Un caso di una conversione evidente viene riferito a proposito di un valente medico, il dottor Ricciardi, che viveva a San Giovanni Rotondo. Egli era ateo e aveva una particolare avversione per Padre Pio, oltre a non credere nel modo più assoluto nella missione divina della Chiesa e nel potere spirituale della stessa.

Un giorno il medico fu colpito da una infermità talmente grave, da far decretare ai sanitari del paese e ad alcuni illustri clinici venuti da fuori che la malattia era purtroppo inguaribile e che non vi era altro da fare che attendere la fine, molto vicina, del paziente. Molti Sacerdoti lo visitarono, cercando di ricondurlo a Dio, ma egli li respinse sempre con ostinazione. L’Arciprete del paese, amico personale del Ricciardi, tentò di convincerlo a ricevere i Sacramenti, ma egli lo allontanò in modo piuttosto brusco, affermando che intendeva morire in modo coerente a come era vissuto; in ogni caso egli non intendeva assolutamente confessarsi.

La sera stessa, raccontano i devoti del Frate, Padre Pio uscì dal Convento, malgrado il divieto di farsi vedere in pubblico e, sordo alle esortazioni del Frate guardiano, affermò:

«Devo andare a salvare un’anima».

[…]. E infatti sotto la neve si avviò frettolosamente verso l’abitazione del dottore, accompagnato dai Frati e circondato da una folla enorme che, avuta notizia dell’uscita eccezionale del Padre, si era riversata sulle strade. Tutti si soffermarono in ginocchio davanti alla casa del Ricciardi. Il Padre, entrato da solo nell’appartamento, si avvicinò al morente e si chiuse nella stanza con lui. Non si sa che cosa avvenne tra i due, che cosa si dissero e che avvenimento strepitoso poté convincere il Ricciardi, certo è che il medico morente si confessò, ricevette i Sacramenti e, quando i parenti furono riammessi nella camera del malato, lo trovarono piangente, abbracciato a Padre Pio. Mentre questi si allontanava, il dottor Ricciardi gli disse: «Padre, beneditemi ancora una volta. Per me non c’è più speranza, fra qualche ora sarò morto e voglio lasciare il mondo col vostro perdono e con un’altra vostra benedizione». Il Frate, sorridendogli dolcemente, gli rispose: «La tua anima è guarita, il corpo guarirà prestissimo. Verrai molto presto a rendermi la visita di questa sera, al convento». E infatti, con grande stupore di tutti i medici, che non riuscirono a dare una spiegazione scientifica al prodigio, il Ricciardi guarì dopo qualche giorno. Rimase in vita, praticando i precetti della Chiesa, molti anni ancora, e si dimostrò fra i più devoti, fedeli, amorevoli seguaci di Padre Pio.

***

Un altro ateo, tale Andrea Bacile di San Martino in Pensilis (Campobasso), una sera che aveva violentemente litigato con la moglie, vide entrare nella sua stanza Padre Pio, che lo guardava severamente. Fu talmente colpito da quell’apparizione e da quello sguardo, che decise che doveva andare a confessarsi.

In segno di penitenza, volle andare a piedi a San Giovanni Rotondo, rimanendo digiuno durante tutto il tragitto. Dopo essersi confessato con Padre Pio, al quale non aveva detto di essere digiuno, questi, concessagli l’assoluzione, gli disse dolcemente: «E ora va’ a mangiare».

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