Pitigrilli parla di… Padre Pio

di Franco Bevilacqua, Le opere e i miracoli di Padre Pio, pp. 225-228.

Tra le persone che si sono avvicinate alla fede per merito di Padre Pio c’è anche Pitigrilli. Lo afferma egli stesso nel suo volume Pitigrilli parla di… Pitigrilli nel quale, a pagina 166, si legge: «I miei primi libri, usciti dopo la Prima Guerra Mondiale, erano ispirati a un materialismo che allora mi dava tutte le spiegazioni che io chiedevo, e che oggi non mi basta più. Per questo ne ho cancellati cinque dal mio catalogo e ne vieto la ristampa. La mia ascesa verso lo spirituale fu lenta e progressiva; a essa contribuirono due incontri con l’attrice Eva Lavallière e con Padre Pio di Pietrelcina». […].

Dino Segre, in arte Pitigrilli
Dino Segre, in arte Pitigrilli

È da notare che, quando Pitigrilli, confuso tra altri pellegrini, si recò al convento, il Frate stigmatizzato, senza che nessuno gli avesse detto della presenza dello scrittore, esclamò: «Oggi tra voi c’è un grande peccatore». A pagina 173 del suo libro Pitigrilli continua: «Rimasi a Foggia e nei dintorni due settimane per raccogliere voci e documenti. Il documento vivente me lo doveva presentare il mio amico Luigi Antonelli, un commediografo che ebbe trent’anni di successo. Suo figlio Antonio, commediografo egli pure, vive tra Roma e Capri e può testimoniare se c’è della esagerazione o della coloritura in ciò che io racconto. “I medici – mi disse Luigi Antonelli – mi hanno trovato qui un male (e intanto portò la mano fra l’orecchio e le spalle) e volevano operarmi. Mi dissero le solite parole. In materia di cancro la scienza moderna è rimasta quella di duemila anni or sono quando si diceva opium et mentiri: oppio e nascondere la verità al malato. Oggi mentono con parole più erudite e invece di oppio iniettano fiale di pantopon. Io ho detto al chirurgo Donati: “Ormai ho oltrepassato la media della vita umana; tutto ciò che potrei avere in più è un supplemento e sono disposto a rinunciarvi. Mi dica la verità. Per quanto tempo ne avrò ancora?”. “Con l’operazione sei mesi, senza operazione tre”. “Operatemi – risposi – tre mesi non si buttano via”. Stavo per essere operato, quando qualcuno mi suggerì di andare da Padre Pio. Mi informai, seppi da fonti diverse e concordi che nel convento dei Cappuccini di San Giovanni Rotondo, a quaranta chilometri da Foggia, viveva questo Frate che operava miracoli. Non so se la parola miracolo sia esatta dal punto di vista della Teologia, ma tu capisci e non sottilizzi sulle parole. Andai da Padre Pio, assistei alla Messa celebrata da lui, ebbi un lungo colloquio con lui al confessionale. Che cosa mi disse non ti so ripetere, perché mentre parlava mi pareva di vivere in un mondo ultraterreno. Il mio cancro si arrestò; ora scrivo; come vedi, ogni domenica c’è un mio articolo sul Giornale d’Italia; vado a caccia, lavoro da un mese a una commedia che fra qualche settimana si reciterà al teatro Manzoni di Milano; non so che cosa ne pensino i medici, non so che cosa rivelerebbero le radiografie e gli esami istologici che io, d’altra parte, non mi lascio fare, ma oggi mi sento miracolosamente guarito”».

Dopo una casistica di conversioni, Pitigrilli continua: «Potrei elencare altri casi e altri nomi, che ci porterebbero lontano e non finirei mai, perché ogni giorno un caso nuovo si verifica, a sconvolgere tutto ciò che la scienza ci insegna. Atei improvvisamente convertiti, uomini malvagi indirizzati al bene: si parlò di casi di ubiquità, di traslazione. Padre Pio fu visto nello stesso momento, dico nello stesso momento e non nello stesso pomeriggio, nel suo convento e a seicento chilometri di distanza, al letto di un malato. Le sue mani stimmatizzate coperte da mezzi guanti che lasciano trasparire il sangue le abbiamo viste tutti noi, le ho viste anch’io. Il suo corpo a volte emana un profumo di violette, di gigli, di rose. La Messa celebrata da lui fa piangere tutti coloro che l’osservano. Nel momento in cui, curvo sull’Ostia, dice: “Hoc est enim corpus meum” il suo volto si trasfigura. Qualcuno afferma di averlo visto sollevato da terra di qualche palmo. Io non ho visto questo. Ma se anche lo avessi visto non aggiungerebbe nulla al prodigio. Sul suo volto si delinea la espressione che doveva avere Gesù quando disse ai suoi discepoli: “Ogni volta che farete questo, lo farete in memoria mia”. Tra i fedeli c’ero anch’io ed ero solo. Nessuno mi conosceva e nessuno aveva informato Padre Pio della mia presenza. A Messa finita si volse lentamente verso la navata e martellando le parole disse: “Pregate fratelli, pregate intensamente per qualcuno che oggi è fra noi e che ha bisogno di preghiere. Egli un giorno si avvicinerà alla Mensa eucaristica e condurrà con sé quelli che furono nell’errore con lui”».

(fonte: settimanaleppio.it)

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