Scomodo, guastafeste e rompiscatole

Padre Pio non è un santo adatto a tutti i cristiani, ma solo a quelli che intendo veramente convertirsi e vivere il Vangelo alla lettera.

di Don Alessandro Pronzato

Potrebbe sembrare una provocazione gratuita, una sparata sensazionalistica. Ma non è così. Nessun santo recente gode della immensa popolarità e della sterminata simpatia che circonda padre Pio. Sembra un santo alla portata di tutti. Salvo qualche sacca di resistenza e di diffidenza – normalmente pregiudiziale –, padre Pio, ormai, viene accettato, acclamato da (quasi) tutti.

Eppure questo santo, che sembra messo lì apposta per “fare le grazie” di tutti i generi, il cui mestiere, nell’interpretazione comune, è quello di produrre miracoli in serie, è un santo scomodo, che si ostina a presentare un Vangelo scomodo. Per cui, tutti quelli che si illudono di avere a che fare con un frate accomodante, rassicurante, di tutto riposo, una specie di prezioso distributore automatico di favori e guarigioni, dispensatore obbligato di facili consolazioni, incaricato di salvataggi provvidenziali, per poco che si avvicinino, avranno l’impressione di pungersi con le spine e si ritroveranno con la pelle urticata. Popolare, sì, ma non certo comodo, né tanto meno conciliante, per nulla disposto a transazioni sul piano della fede e della morale, anzi piuttosto conturbante. Distributore di inquietudini, più che di pillole tranquillanti. Popolare, senza dubbio, ma non utilizzabile, non disponibile per operazioni di verniciatura religiosa, di restauro di facciate rispettabili, di lifting dell’anima.

Padre Pio è sconvolgente, è un bulldozer, non uno spalmatore di pomate emollienti. Lui non offre calmanti, ma agitazioni. Lui è uno spacciatore di tormenti. A San Giovanni Rotondo non si va per mettersi in pace la coscienza, ma per farsi togliere la pace, ricevere in faccia una brancata di rimorsi.

Chi trova comodo padre Pio (magari per motivi di cassetta e affini…) non conosce padre Pio ma una controfigura, una caricatura. Padre Pio, nonostante le apparenze, è scomodo e difficile. È fastidioso, perfino insopportabile, diciamo pure rompiscatole. Padre Pio è una medicina amara, non un rosolio. Verrebbe da ammonire, come si dice per certi farmaci che fanno bene alla salute ma possono anche rivelarsi pericolosi: “Leggere attentamente le avvertenze”. E tenere fuori dalla portata di bambini e … adulti sprovveduti.

San Giovanni Rotondo non è una scorciatoia per una religiosità fai-da-te, e nemmeno per una morale confezionata secondo i propri indici di gradimento. A San Giovanni Rotondo trovi un frate munito di cordone che spesso lui usa come frusta, il quale ti obbliga a prendere la strada più difficile e ti costringe a passare per la porta stretta del Vangelo (cfr. Mt 7, 13).

Un santo difficile

Nel grande concerto allestito in occasione della beatificazione (2 maggio 1999), non sono mancate le note decisamente e volutamente stonate. Qualcuno, c’è da supporre, consapevole delle posizioni assunte precedentemente e fatte assumere da complici condiscendenti, deve aver masticato amaro. Ma almeno ha avuto il pudore di farlo in privato.

Altri, invece, compresi alcuni giornalisti d’assalto e tuttologi supponenti, non hanno avuto ritegno nello sfogare in pubblico la loro malmostosità. È anche apparso un libello “contro corrente” (ma inserito benissimo nella corrente che assicura guadagni sulla pelle di chi non può difendersi), zeppo di infamie e di cose insensate. Dove padre Pio viene presentato come “impostore”. Dimenticando, tra l’altro, che lui, piuttosto, è stato la vittima preferita, durante tutta la sua vita, di “impostori” patentati, che non hanno esitato a calunniarlo e denigrarlo ricorrendo a tutti i mezzi più abbietti e alle menzogne più spudorate.

In campo cattolico non è mancata qualche voce prudenziale, che invitava a non farne un idolo. Possiamo rassicurare questi “addetti ai lavori” che dispensano raccomandazioni anche quando non sarebbe il caso (semmai potrebbero indirizzarle più utilmente a se stessi per i profluvi di incenso nebulizzati in continuazione, senza il minimo senso della misura, e fiutando il vento che tira dalle parti dei Sacri Palazzi, su altri idoli…); che parlano di religiosità popolare, salvo avere la puzza sotto il naso quando questa si manifesta in maniera concreta; che esaltano la “gente semplice” in astratto, ma si mostrano diffidenti quando “la gente” si fa vedere e sentire in concreto… No. Padre Pio, nonostante le apparenze, non è un santo facile. Popolare, sì, nessuno può metterlo in dubbio, ed è per questo che i nemici lo hanno odiato, ma senza che lui abbia mai fatto nulla per fabbricarsi quella popolarità, anzi in tante occasioni l’ha respinta persino con fastidio.

E la gente, semplice e no, la folla, la massa, senza lasciarsi trasportare, come si vorrebbe far credere, dall’ondata emotiva, sa di avere a che fare con un santo difficile, persino “impossibile”. Che attira e respinge al tempo stesso. Affascina e intimidisce. Comprensivo ed estremamente esigente. Tenero e implacabile. Il suo cristianesimo risulta tutt’altro che accomodante, ritagliato come sulla ruvida stoffa dei paradossi evangelici.

Un giorno una donna gli confidò: «Padre, confesso che ho parlato male di Lei. Ho detto che è un gran santo, ma difficile a capirsi». Lui precisò: «Santo no, ma difficile a capirsi sì». Oggi possiamo correggere così quella precisazione: santo, sì. Ma anche difficile. Santo, sì, ma «che tormento», come direbbe don Abbondio. Per sua e nostra fortuna.

[…]

Insomma, c’è chi sparla senza conoscenza di causa, ma soltanto per sentito dire o per contrabbandare una propria mercanzia ideologica, in molti casi abbondantemente scaduta; e c’è chi parla troppo (o parla d’altro) per eccessiva conoscenza di causa e quindi pretende di mettere il bavaglio alle voci dissonanti, fuori dal coro allestito da ammiccanti direttori d’orchestra, registi spregiudicati e impresari furbastri.

E c’è anche chi, pur sinceramente devoto a padre Pio, continua a ricamargli addosso fronzoli e merletti, impiastricciarne la figura con sbavature sentimentali, retoriche ed emotive. E non si accorge di divagare alla periferia.

Tra semplificazioni abusive, interpretazioni parziali, mistificazioni clamorose, prevenzioni sfacciate, intrusioni indebite, familiarità indiscreta, la figura di padre Pio rimane appena abbozzata.

Padre Pio, questo sconosciuto

Fanno ridere quelli che si vantano – per supponenza o per ingenuità devozionale – di conoscere realmente padre Pio. Lui resta un personaggio controverso, complesso, sconcertante, perfino contraddittorio. Se ti azzardi a smerciare (stavo per dire mettere in commercio, perché succede anche questo…) un’immagine definitiva, lui si diverte a smentirti clamorosamente.

Parli della sua severità, della sua intransigenza, della sua selvatichezza, della sua “santa scontrosità”. Lo presenti come un tipo indisponente, o almeno che mette in soggezione. E lui ti frantuma questo cliché e compare sorridente, bonario, alla mano, protagonista di incredibili gesti di tenerezza, preoccupato di metterti a tuo agio, perfino in confessionale (che, pure, da molti era considerato come l’anticamera del giudizio finale).

Con P. Pio non si scherza!
Con Padre Pio non si scherza!

Sì, padre Pio questo sconosciuto.

C’è chi ha la pretesa di maneggiarlo a piacimento, senza neppure darsi pena di studiarlo. E chi rivendica un monopolio assoluto, quanto abusivo, della sua persona (quasi che soltanto gli “addetti ai lavori” e … agli onori fossero in grado di capire qualcosa di questo cappuccino che ha valicato tutte le frontiere). Ebbene, da questo tiro alla fune, lui schizza fuori indenne.

Maltrattato per troppo affetto, o per inconfessabili ma evidenti interessi di bottega, strattonato da tutte le parti, sottoposto a un bombardamento intensivo privo di ogni senso di rispetto, messo in vetrina, esibito, incorniciato secondo gusti e tendenze del momento, trasformato in personaggio alla moda (capace comunque di incrementare le vendite di settimanali illustrati), ridotto a taumaturgo dotato di bacchetta magica, a indovino, a stregone rivestito di saio; strapazzato, immeschinito, bistrattato, maneggiato disinvoltamente, padre Pio resiste a tutte le deformazioni, sfugge alle appropriazioni indebite come alle mistificazioni, alle manomissioni come alle verniciature e levigature postume, agli entusiasmi smodati come alle riabilitazioni tardive e ipocrite, agli scetticismi come alle ondate emotive, alla retorica e all’enfasi come ai giudizi beffardi, alla credulità come ai sospetti.

La figura di padre Pio non viene scalfita né da calunnie né da fanatismi. Resiste ad ogni contraffazione. Splendente, nonostante il fumo delle candele e le ombre in cui qualche avversario irriducibile vorrebbe avvolgerlo.

Proprio questo è l’ultimo suo miracolo. Un miracolo che continua. Lui rimane se stesso. Inafferrabile, nonostante tutti coloro che parlano e scrivono di lui, o pretendono di gestirlo a proprio vantaggio.

[…]

Il rischio di perdere la testa

Io, invece, ho maturato la convinzione che con padre Pio si rischia di perdere la testa. Lui ti consola più di ogni altro, ma ti fa anche perdere il sonno (so quello che dico).

Ti dà una grande serenità, ma ti mette anche addosso strani travagli e imprecisate angustie.

Ti offre alcune certezze, ma fa anche germinare non pochi sospetti.

Ti regala qualche morbida carezza (coi guanti, figurarsi!), ma non manca anche di graffiarti la pelle troppo delicata.

La sua frequentazione ti dà un senso di sicurezza, ma ti ritrovi, tutt’a un tratto, anche spaesato, sperduto.

Ti illudi di sistemarlo per benino. E lui ti spiazza.

Padre Pio, ossia un santo irregolare, che non sta alle regole del (tuo) gioco. Perfino un po’ discolo, sbarazzino, dispettoso, monello (una caratteristica di famiglia, almeno sulla linea paterna).

FONTE: Padre Pio, un santo scomodo (di Don Alessandro Pronzato, Gribaudi Editore, Milano, 2002).

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...