I fatti restano

Estratto del libro “Il vero volto di Padre Pio” (Maria Winowska, San Paolo, 33a edizione, 1980).

Dopo la pubblicazione di questo libro, sono stata letteralmente sommersa da lettere e testimonianze della “famiglia spirituale” di Padre Pio, che mi riferivano di “grazie”, miracoli, conversioni strepitose… “A chi ha sarà dato”. D’altronde, mi pare di averlo già detto, io ho scelto come patrono del mio lavoro di scrittrice San Tommaso, l’Apostolo. Finché non ho visto né toccato con mano, io resto sempre in guardia. Per rispetto della verità, ma anche dei miei lettori che mi dimostrano fiducia. È forse per questo motivo che i miei libri paiono non risentire troppo dei guasti del tempo. I fatti restano. In questa marea di testimonianze, ne scelgo due che ho potuto controllare con cura. Eccole.


Circa quindici anni fa una mia amica, che conosceva bene Padre Pio, aveva donato il mio libro a una certa signora Maillard, che lo lesse di nascosto, poiché suo marito, conducente di metropolitana e militante del P.C. francese, era, come ella mi disse in seguito, un “mangiapreti” e “ateo furioso”. Avevano due figli: il maggiore godeva buona salute, mentre il minore soffriva di una malformazione cardiaca e di “morbo blu”. Tutti i medici erano d’accordo: il suo cuore non avrebbe resistito fino alla pubertà; era condannato senza appello.

Per timore del marito, la signora Maillard non adempiva le pratiche religiose, ma conservava, in fondo al cuore, un barlume dì fede. Ella propose allora al marito di ricorrere, come estremo tentativo, a Padre Pio. L’uomo ebbe un accesso di collera; ma, dopo aver riflettuto: “Dopo tutto”, disse, “potrebbe anche essere un mago o un buon praticone”. Approfittano così delle vacanze per imbarcarsi su una “vecchia carcassa” presa a noleggio: padre, madre, nonna, figlio e cane. Perché, mi disse più tardi la madre, “non sapevamo dove lasciarlo”.

1Lungo la strada, il ragazzo si sentì diverse volte male. Durante la traversata delle Alpi, in cima a un valico, ebbe un’emorragia cardiaca che poco mancò non l’uccidesse. Si giunse comunque a S. Giovanni Rotondo. Il ragazzo, più morto che vivo, poté entrare, col padre, nella sagrestia dove Padre Pio riceveva “solo gli uomini”. C’era folla. Padre Pio fece subito cenno ai nuovi arrivati. Si avvicinò e, con la sua aria “burbera”, disse al ragazzo: “Anche tu sei malato come me!”. Con la mano avvolta nel guanto, gli diede un colpo proprio sul cuore. Poi: “E adesso, andatevene! Via! Via!”. Il padre si indispettisce. “Sapeste come mi ha strapazzato all’uscita della chiesa!”, sospira la signora Maillard. “E colpa tua! Siamo scesi fin qui per niente!”.

Riprendono subito la via del ritorno. Il ragazzo è peggiorato molto. Il padre impreca e s’infuria. Tuttavia, passata la frontiera, si comincia a notare un certo miglioramento. Giunto a casa, Bernard (così si chiama il ragazzo) sale fino al terzo piano facendo le scale di corsa; lui, che non aveva mai fame, comincia a divorare. Il giorno dopo i medici, stupefatti, lo dichiarano guarito. Non c’è più la minima traccia del “morbo blu”, e il cuore “si è ingrandito”. Tutto questo mi è stato raccontato minuziosamente dalla buona signora Maillard (e avvalorato dai certificati medici).

Mi sono permessa di interrogarla: “E suo marito?”. “È completamente trasformato. Ha persino fatto Pasqua!”. “Allora, siete contenti?”. “Voglio ben dire! Nel giro di tre mesi, il ragazzo è aumentato di sei chilogrammi. C’è solo una complicazione: gli occorrono due bistecche al giorno. Con lo stipendio di mio marito, capirà”.

****

La signora X., moglie di un ricchissimo industriale, mi sollecitava da mesi un colloquio; io continuavo a lasciare le sue lettere senza risposta. Diamine, se rispondessi a tutte le richieste dei miei lettori, non potrei mai scrivete libri. Un bel giorno ella mi telefonò dal Grand Hotel di Parigi: “Mi trovo qui per alcuni giorni. La supplico di ricevermi”. lo dovevo proprio fare un salto nei pressi dell’Opera: “Va bene, potrò farle una rapida visita”. E pensavo dentro di me, che avrei potuto liberarmene presto, mentre, a casa mia, i doveri dell’ospitalità mi avrebbero impedito di farlo.

La signora X. mi accolse felice: “Volevo vederla per raccontarle una straordinaria grazia di Padre Pio! A causa di un fallimento mio fratello si è suicidato. Io sono credente, e tremavo al pensiero che fosse morto nel rifiuto di Dio! Sapevo che Padre Pio ha il dono di vedere… nell’aldilà. Mio marito mi prendeva in giro.

Un giorno, siamo partiti per Roma, insieme, per un congresso. Portavo con me tutti i miei gioielli. Dopo il congresso, mio marito ritornò in Francia, mentre io mi fermai a Roma come turista: in realtà, desideravo recarmi a S. Giovanni Rotondo. Cosa che feci, dopo aver prenotato una camera in un mediocre albergo. La notte, all’improvviso, sentii un profumo meraviglioso che inondava la stanza. Era delizioso, ma ebbi paura. Non poteva essere un sistema per farmi addormentare e derubarmi dei gioielli? Pensavo ai banditi… calabresi. Tremante di paura, accostai il comò, il tavolino da notte e anche il letto per sbarrare la porta. Naturalmente, non chiusi occhio per l’intera notte. All’alba, la sveglia suonò. Mi recai alla messa di Padre Pio, che mi impressionò moltissimo; dopo di che pregai un frate-cerbero di ottenermi un colloquio. Niente da fare! Io dovevo rientrare in giornata a Roma. Mi fermai in chiesa, bene in vista, davanti al suo confessionale. Pregavo e piangevo…

D’un tratto, mi sentii toccare con un gomito: «Padre Pio vi chiama!». Infatti mi guardava e mi faceva cenno col dito! Balzai su e mi inginocchiai davanti al confessionale. Lui mi disse: «Stia tranquilla, si è salvato!». Poi si voltò verso una penitente. Ero pazza di gioia.

Alcune persone di S. Giovanni Rotondo avevano osservato la scena; desiderose di saperne di più, mi invitarono a pranzo. Raccontai loro tutto, anche il mio spavento notturno. Quelli si guardarono e scoppiarono a ridere: «Non lo sapevate? Con questi profumi, Padre Pio consola, rassicura, conforta. E lei che l’aveva scambiato per un bandito della Calabria!»”.

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Rimaneva ancora il problema di Bernard, e il sistema poco cortese della sua guarigione. Alla prima occasione, chiesi a Mary Pyle (una delle prime figlie spirituali di P. Pio, ndr) cosa ne pensasse. “Che volete… Padre Pio is quite disgusted with all this people crowding round solo per ringraziarlo. Ha un bel dire che è Dio che va ringraziato: la gente continua ad assediarlo. Allora lui cerca di fare in modo che alcuni miracoli avvengano a distanza…”. Infatti il padre di Bernard mi ha detto: “Se il ragazzo fosse guarito più vicino a S. Giovanni Rotondo saremmo tornati indietro per ringraziare Padre Pio. Ma eravamo già in Francia, e la benzina costa…”.

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