L’occhio di mamma Assunta

di Padre Paolo Covino, “Ricordi e testimonianze”, pp. 81-84.

Assunta Magno, mia madre, mentre si recava in campagna, in contrada Bosco, il 20 giugno del 1944, fu colpita all’occhio destro da una pietra schizzata accidentalmente dallo zoccolo del mulo. Venne subito bendata e accompagnata a San Giovanni Rotondo dove però le consigliarono di andare a Lucera, dall’oculista Veccia.

Spinta da sentimento di devozione, volle recarsi prima da Padre Pio per chiedere aiuto. Il Padre, appena la vide, disse: «Assunta, l’occhio l’hai perduto»«Padre, fammi la grazia – supplicò mia madre –, ho due figli in guerra. Come faccio, sola con mio marito, a fare tanti lavori?». «Coraggio, coraggio», aggiunge Padre Pio.

Rassegnata, il giorno dopo si ricoverò nell’ospedale oftalmico De Nicastri di Lucera dove fu visitata e operata. Quando tornò ai lavori di mietitura e di trebbiatura, la polvere e il sudore complicarono le già precarie condizioni dell’occhio operato. Nel frattempo, per corrispondenza, venni pregato di accompagnarla di nuovo a Lucera per un’altra visita e conseguente ricovero.

Il giorno 17 agosto mia madre venne da me, nel convento di Cerignola. Esposi il caso al mio superiore, padre Paolino da Casacalenda, il quale consigliò di far visitare mia madre prima dall’oculista prof. Michele Reibaldi. Fissato l’appuntamento, ci recammo allo studio del professore. Le speranze si riaccesero quando l’illustre medico disse: «Mi prenderò cura della paziente, perché ci sono buone possibilità di salvare la vista». «Dottore – esclamai io – la mamma ha detto di essere stata da Padre Pio, il quale per due volte le ha confermato che non c’è nulla da fare». «Non è vero – ribadì il chirurgo – la scienza fa miracoli e vedrà che, dopo la cura, la mamma vedrà». Per venti giorni accompagnai la mamma dallo specialista.

Dopo quindici giorni, effettivamente mia madre riuscì a distinguere le dita della mano. Al diciannovesimo giorno vedeva benino. Il dottore, soddisfatto, mi disse: «Ha visto, Padre? Domani sarà l’ultima visita e poi potrete tornare al vostro paese». La notte successiva, purtroppo, mamma accusò forti dolori all’occhio destro. Fui chiamato e, constatata la gravità del caso, commentai: «Aveva ragione Padre Pio quando disse che mamma, l’occhio, l’avrebbe perduto!». Il professore constatò che non c’era proprio più nulla da fare: «C’è solo da enucleare l’occhio», disse. Mia madre venne ricoverata nell’ospedale civile di Cerignola. Fu operata di glaucoma assoluto.

Dopo alcuni giorni il professore mi chiese qualcosa da leggere su Padre Pio. Gli detti il libro Da Pietrelcina a San Giovanni Rotondo (storia illustrata di Padre Pio), di Giuseppe Vinelli di Modesto. Successivamente, volle conoscere il venerato Padre. Con la moglie si recò a San Giovanni Rotondo, ascoltò la Santa Messa di Padre Pio e divenne suo fervente ammiratore.

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