Rimarranno in cinque

di Padre Paolo Covino, “Ricordi e testimonianze”, pp. 49; 51; 55.

Negli anni 1930-’32, a San Giovanni Rotondo eravamo venticinque collegiali. Padre Pio era il nostro confessore ordinario ed esercitava su di noi una potente attrazione per la sua santa vita e perché spesso ci stava vicino a pranzo e a ricreazione.

Il nostro direttore, Padre Fortunato da Serracapriola, era molto legato al Padre e una volta gli chiese: «Padre spirituale, dopo tanti sacrifici, chissà quanti di questi ragazzi arriveranno al sacerdozio?». Il Padre, senza scomporsi disse: «Rimarranno soltanto in cinque!». Così è stato! Tale confidenza me la fece il Padre direttore, quando, dopo tanti anni, lui parroco ed io suo vice, nel convento di Sant’Anna ricordammo il passato.

Dei venticinque studenti, infatti, cinque sono rimasti in religione: Fra Ludovico Rinaldi, Padre Cristoforo Cocomazzi, Padre Vittorio Massaro, Padre Pietro Tartaglia, che fu ministro provinciale e morì nel Tchad (Africa), mentre era in santa visita, ed il sottoscritto, che ha avuto la fortuna di amministrare il sacramento degli infermi al venerato Padre Pio.

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