Mo’ me ’nsuperbisco

di Padre Costantino Capobianco, “Detti e aneddoti di Padre Pio”, pp. 64-67.

Un aneddoto, capitato quasi nei giorni e nel luogo su menzionati, presenti le medesime persone.

padrepioPadre Pio aveva ricevuto una lettera (gli era stata consegnata a mano) con il seguente indirizzo: “Al Santo Padre Pio”, ed egli leggeva quell’indirizzo, calcando la voce su ogni parola, ma particolarmente su di una: “Santo”. E lo diceva, lo ripeteva: «Ma sentite com’è bello: “Al Santo Padre Pio”», quasi ne gradisse e ne gustasse la dolcezza. Noi tre (i due padri ed io) ascoltavamo, guardavamo e sorridevamo, intuendo l’interno e lo scherzo del Padre.

Non così Padre Bernardo, il quale, preoccupato, si credette in dovere di richiamare il Confratello a sensi di umiltà, e gli disse, nel tono confidenziale che sempre aveva: «Paisà, mo’ t’insuperbisci…». E Padre Pio, pronto, accompagnando le parole con allargamento delle braccia ed abbassandosi, come a raffigurare uno che si gonfia, rispose: «Ah sì, paisà: “Mo’ me ’nsuperbisco!”».

E noi ridemmo di cuore.

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