Speranza certa e carità perfetta

[Pierino Galeone, Padre Pio. Mio Padre, pp. 21-24]

gracelibropic (3)La sua fede salda cresceva nella speranza e operava nella carità a ritmo sostenuto e costante.

Egli, oltre a essere l’uomo di fede, era diventato il maestro della nostra speranza: in lui sentivamo il desiderio di Dio, la sicurezza di raggiungerlo in Cielo e la serena attesa ad attendere i mezzi necessari per superare ogni difficoltà, praticare la virtù e diventare anche santi.

In mezzo alle innumerevoli avversità lo ha sempre sorretto una speranza viva, profondamente fondata sulla onnipotenza e sulla bontà di Dio, che gli comunicava una fermezza incrollabile.

Le umiliazioni, le contrarietà e le persecuzioni non turbavano affatto la pace del suo spirito e l’umore uniforme del suo comportamento.

L’amore a Dio al quale era unito in modo indissolubile, e il desiderio di salvare le anime, per le quali offriva, senza interruzione e con un crescendo impareggiabile, la sua vita di vittima, lo hanno santificato sino al punto da poter meritare tutti quei mezzi di salvezza necessari a coloro che il Signore gli avrebbe affidato nel corso dei secoli.

Padre Pio conosceva bene la sua missione, la quale non si limitava solo al mondo contemporaneo, ma aveva una portata così intensa e ampia, da sembrare che superasse ogni limite di spazio e di tempo.

Staccato dalla terra e proteso nel futuro, come un’aquila, puntava fisso gli occhi su Cristo Crocifisso, nostra speranza, il quale dava grande efficacia alla sua preghiera, confidenza invincibile nella sua presenza e slancio ardente per una feconda e instancabile operosità.

Sfuggiva la stretta degli uomini, per rimanere più afferrato a Cristo. Non badava alle avversità e ai trionfi, tirava dritto tra le insidie e le acclamazioni, senza mai distrarre lo sguardo da Cristo.

Le piaghe non lo piegavano, era invece attento a sentire meglio in Cristo i voleri del Padre Celeste, i desideri della Divina Madre, le invocazioni dei figli, il grido dei peccatori, il pianto degli innocenti, il lamento dei sofferenti e il gemito dei moribondi.

Padre Pio conosceva esattamente la voce di ogni figlio che con amore e dolore aveva generato nelle lacrime e nel sangue. Egli viveva con noi. Il suo vivere era Cristo e in Cristo viveva la vita di ciascuno di noi e di quelli che Gesù gli affidava.

Il continuo dono di sé a Cristo non era altro che il continuo dono di sé a ognuno di noi: sacerdote nel Sommo Sacerdote, vittima perfetta, per quanto possibile ad umana creatura, associato al Redentore per essere sempre più Padre di figli.

Il fuoco ardente dell’amore lo divorava di più di quanto non lo consumasse il dolore. In lui viveva insieme il dolore del Figlio Crocifisso e l’amore del Padre Celeste.

Volevamo vedere, e di fatto abbiamo visto, nel suo unico volto, il Padre che ama e il Figlio che soffre. L’operare generoso e instancabile, forte e soave, gioioso e sofferente erano i segni efficaci della presenza in lui dello Spirito del Signore.

Il suo amore era tenero e paterno, per lui si conosceva come ama Dio. Amava il prossimo, proprio come Gesù, dando la sua vita per lui; egli vedeva Dio nel prossimo e si adoperava perché il prossimo tornasse a Dio.

La sua carità era integrale: la mente sempre rivolta a Dio, la volontà in continua e perfetta sottomissione alla Volontà di Dio, il cuore teneva subordinati tutti gli affetti all’amore di Dio, le forze tutte al servizio di Dio e del prossimo. L’amore trasformava talmente il suo spirito, bramoso di somigliare a Dio, da ripetere in lui il mistero del Verbo: la Vita di Dio si è resa visibile. Dio è amore e l’amore è la perfezione di Dio, cioè la santità di Dio.

Padre Pio, fatto uomo a immagine e somiglianza di Dio, raggiunse la sua perfezione nell’amore. La perfezione, che è nella carità, è il dono di sé. L’essenza del dono di sé è la volontà ferma di darsi e, occorrendo, di immolarsi interamente per Dio e per la sua gloria.

La carità al prossimo in Padre Pio fu sempre l’unica carità che abbracciava insieme Dio, amato in se stesso, e il prossimo, amato per amore di Dio.

La santità, e quindi l’amore, è nel dono di sé sino all’immolazione per la gloria di Dio e per la salvezza dei fratelli.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...