Con il Signore non si pattuisce!

Padre Pio, pur essendo tanto umano e comprensivo nelle sofferenze dei fratelli, non ammetteva la minima offesa al Signore per aiutare il prossimo sotto l’aspetto materiale.

6857930942_473b5a261aUn giorno ricevetti da una città del Piemonte un telegramma di un mio amico (Pin Gino, figlio spirituale di Padre Pio), il quale mi pregava di recarmi con urgenza a San Giovanni Rotondo, per raccomandare al caro Padre una giovanissima signora moribonda per emorragia interna, in seguito al suo primo difficile parto di un bambino estratto morto. Nel telegramma aggiungeva che il marito della moribonda, un ricco industriale, avrebbe offerto una grande somma per l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, se avesse ottenuto la guarigione dell’inferma.

Recatomi subito a San Giovanni Rotondo, trovai Padre Pio sulla veranda che recitava il Breviario. Quando gli comunicai la dolorosa notizia, si commosse e mi assicurò che avrebbe pregato. Mentre stavo per andarmene, mi chiamò e mi domandò chi fosse la giovane moribonda. Avevo il telegramma nelle mani e glielo lessi. Al sentire che il marito avrebbe offerto una grande somma, se avesse ottenuto il miracolo, alzando la voce, mi disse: «Vattene via». Io soggiunsi: «Padre, che cosa debbo rispondere?». Padre Pio: «Si vuole pattuire col Signore: si vuole comprare la grazia col denaro!… Con il Signore non si pattuisce!… Scrivi che benedico l’inferma e pregherò per la salvezza dell’anima».

Infatti, mentre Padre Pio parlava, la giovane moriva. Mi accorsi che nel pronunziare le ultime parole, sul suo volto apparivano i segni di una grande sofferenza interiore. Alcuni giorni dopo, dal mio amico piemontese, seppi la notizia che la giovane sposa, assistita da un sacerdote, morì nel pomeriggio di quel giorno, in cui la raccomandai alle preghiere del caro Padre, il quale nell’apprendere la notizia della morte, disse: «Ora sta meglio che sulla terra».

[Padre Alberto D’Apolito, Padre Pio da Pietrelcina. Ricordi, esperienze, testimonianze, pp. 131-132]

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