Un Padre per molte figlie

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Nel luglio 1916 Padre Pio salì per la prima volta a San Giovanni Rotondo, dove si fermò una settimana e poi vi tornò definitivamente a settembre. E lì nacque subito il primo gruppo delle figlie spirituali […]. Egli iniziò con una serie di conferenze per erudire quelle sue ragazze sulla vita che stavano intraprendendo, sui valori che avrebbero perseguito e spiegando come si poteva raggiungerli.

Ha raccontato Nina Campanile nel suo Diario: «Ci spiegò dapprima i principali mezzi che servono per raggiungere la perfezione cristiana e cioè: la scelta di un santo e dotto direttore; la frequenza dei Sacramenti, la meditazione, la lettura spirituale. Spiegava l’argomento e l’avvalorava sempre con esempi tratti dalla Sacra Scrittura o dalla vita dei santi. Diceva: “Gli argomenti sacri devono essere sempre avvalorati da esempi sacri e non da esempi profani perché hanno maggiore valore e maggior effetto”. Tenne conferenze speciali sulla mortificazione e infine ci spiegò molte parabole evangeliche. Poi il Padre sentenziò: “Il materiale è pronto, ora cominciate a costruire”. E sciolse le adunanze».

Finita l’istruzione collettiva, legata ai principi fondamentali, iniziò il lavoro «personalizzato», per applicare quei principi secondo le esigenze e i bisogni di ciascuna persona. Scrisse ancora Nina Campanile: «Quando il Padre sciolse le adunanze settimanali, stabilì dei turni di ascolto. Ogni giorno della settimana, due o tre di noi venivano ricevute e ne ricevevano la direzione» […].

Raccontò Vittorina Ventrella in una sua testimonianza scritta: «Padre Pio accordava a ciascuna di noi sue figlie udienza privata per i bisogni dell’anima. Noi avremmo voluto che per tutte impiegasse lo stesso tempo e brontolavamo ed eravamo risentite quando si intratteneva di più con qualcuna. Essendo ancora principianti non eravamo in grado di capire che non tutte le anime hanno gli stessi bisogni. Come l’agricoltore ha cure diverse per le diverse piante, così un saggio direttore di anime deve adattarsi alle varie necessità di ciascuna di esse. Povero Padre… quanta pazienza ha avuto per ciascuna di noi. Fra noi sempre si investigava perché il Padre a quella la trattava con più dolcezza e a un’altra con durezza. Ad altre tante preferenze ed altre niente. Si soffriva e siccome si diceva che alcune anime le aveva più vicine, e confidava loro i suoi segreti, io gli chiesi se veramente quelle anime che ci facevano a noi tanto soffrire erano le preferite e se veramente confidava loro i suoi segreti. Lui mi rispose: “Io mi confido solo con Domine Iddio”».

Sullo stesso argomento disse a Filomena Fini: «Vi dovete convincere che non agisco per caso, ma per Volontà di Dio». Nel suo insegnamento Padre Pio curava in maniera particolare la meditazione. […] Suggeriva di meditare soprattutto sulla Passione e Morte di Gesù. Mistero del valore salvifico della sofferenza e dell’amore immenso di Dio per gli uomini. […] Lo scopo di Padre Pio non era quello di avere successo con le persone che dirigeva spiritualmente. Non cercava il consenso, l’approvazione. Voleva il bene oggettivo della «figlia» e per ottenerlo non esitava a dimostrarsi a volte molto duro.

«A seguire Padre Pio – scrisse la sua figlia spirituale Filomena Fini – si soffriva fortemente. Le sue prove, le sue sgridate, il trattamento diverso delle anime, tutto questo spezzava il cuore dal dolore e ci voleva molta fede per dire che il suo operato era giusto. Un giorno che avevo tanto sofferto gli dissi: “Padre, ma è così sofferente la vita spirituale?”. E lui mi rispose: “Vita spirituale significa agonizzare”. E io, un po’impulsiva: “Ma io non voglio agonizzare”. E così il buon Padre non mi trattò più con durezza e variò il suo modo di agire. È bello stare vicino a un Santo, ma quanto si soffre».

Vittorina Ventrella: «Qualche volta qualcuna di noi si angustiava di non progredire come le altre con facilità. Il Padre allora diceva: “Alcuni vanno in Paradiso in treno, altri in carrozza e altri a piedi. Questi ultimi però hanno più merito degli altri e un posto maggiore in Paradiso”».

[Renzo Allegri, “Padre Pio. Un Santo tra noi”, pp. 248, 250-254]

© IL SETTIMANALE DI PADRE PIO (N. 47 del 1 dicembre 2013)

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