Questa croce amara e amata

Padre Pio, geloso delle sofferenze, non voleva che fossero lenite o divise con altri. In certi momenti, quando le sofferenze fisiche e morali diventavano atroci, crudeli, opprimenti, Padre Pio sfinito ed avvilito, sotto il peso schiacciante di tante croci, gemeva: «Signore, non ne posso più! Non ce la faccio più. Vieni a liberarmi…». Ma subito, pentito, esclamava: «No, Signore, non mi ascoltare; accresci; aumenta le mie sofferenze; dammi pure le sofferenze dei fratelli». 

    Un giorno dell’agosto 1922, padre Romolo Pennisi da San Marco in Lamis, direttore disciplinare del Seminario serafico nel convento di San Giovanni Rotondo, alla presenza di noi fratini cominciò con Padre Pio il seguente dialogo; padre Romolo: «Padre Pio, oggi ti vedo molto sofferente, dimmi, ti fanno male le piaghe?». Padre Pio: «E tu quando hai una ferita o una piaga, ti fa male? Senti dolore? Ora pensa che io ho cinque piaghe e quali piaghe!…». Padre Romolo: «Allora, dammi un po’ delle tue sofferenze. In due si soffre meglio e il peso è più leggero». Padre Pio: «Questo non sarà mai. Sono geloso delle mie sofferenze. Se il Signore ti desse la centesima parte dei miei dolori, morresti all’istante». Padre Romolo: «Padre Pio, qui ci sono i fratini che vogliono alleggerirti il peso della croce, perché non chiedi al Signore che distribuisca un po’ per ciascuno le tue sofferenze?». Padre Pio: «Non divido con nessuno i miei monili preziosi» […]. 

    Il valore della sofferenza di Padre Pio è incalcolabile. Egli pativa per tutti, pagava col suo sangue le anime, scrive col suo sangue nel Cuore di Cristo i nomi di quanti egli salvava. Come il divin Maestro si addossò sul corpo innocente i peccati degli uomini, tutte le loro infermità e tribolazioni: si offrì vittima per i peccatori, per le anime del Purgatorio, per la Chiesa, per il Papa, per i sacerdoti, in una domanda e in un’offerta continua a Dio […]. 

    Pio XII, dopo la sua grave malattia, avendo saputo che Padre Pio si offrì vittima per lui, gli inviò la sua apostolica benedizione con le seguenti parole: «Sono commosso per Padre Pio, che ha offerto la sua vita, vittima per la salvezza del Papa». Interrogato da una figlia spirituale se fosse vero quanto le aveva raccontato un giovane di Lucera, Bruno, studente universitario, di aver visto sul suo capo, durante la Santa Messa, una corona di spine e grondare sangue, Padre Pio, rispose: «Quanto mi è costata quell’anima! L’ho pagata con lacrime e sangue!…».

[Padre Alberto D’Apolito, Padre Pio da Pietrelcina. Ricordi, esperienze, testimonianze, pp. 154-158]

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