Le tre Madonnine sul comò del Padre…

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Di fronte al lato destro del letto, dove dormiva il Padre, c’era un comodino piuttosto grande, che fungeva anche da armadio e da contenitore per mille cose, che servivano al Padre in diversi momenti. Lassù il Padre poggiava le cose di uso immediato, e anche qualche cosa che gli avevano regalato e che lui conservava. Aveva per esempio tre statuette fosforescenti della Madonna di Lourdes: la notte tenevano compagnia al Padre, che era poggiato appunto sul lato destro, con la mano penzolante, mentre reggeva e recitava la Corona. 

Nella stanza di un Santo, tre statuine fosforescenti mi sembravano un po’ troppe. Come nella stanza di qualche vecchina di paese! Pensai di prenderne una, e portarla dove dormivo io: mi serviva come presenza della Madonnina, e come ricordo del Padre. Pensato, attuato. 

La sera di quel giorno nel quale avevo perpetrato il furto, il Padre si mise a letto, la solita posizione descritta, che era quella di sempre, di tutte le sere, e noto che guardava con una certa attenzione, fisso, proprio verso il comodino con le statuette della Madonna. Sappiamo e immaginiamo che il Padre la Madonna la vedeva spesso, con gli occhi dello spirito e con gli occhi del corpo. Quando la Madonna indugiava…, il Padre era felicissimo di contemplarla nelle statuine. Ma tre… 

Suppongo che dovesse contare le statuine che stavano di fronte a lui, perché a un certo punto mi fa: «Uagliò, sono gli occhi miei o sull’armadio manca qualcosa?!». Al primo momento non capivo a che cosa alludesse. Visto che non capivo e che volutamente ero duro di comprendonio, mi disse con tono deciso: «Lo vuoi capire sì o no che sul comodino manca una statuina della Madonna?! Riportala e mettila al posto suo». Feci come mi aveva comandato. Quando vide che era tutto come prima, esclamò: «Oh! Mò sì!». Allora passai all’attacco io: «Mi sembra una vecchietta del mio paese, attaccato a tutte queste Madonne. E che? Una non basta?». Mi rispose prontamente: «Sì che basta, ma io non voglio ingannare proprio una donnina, la quale mi ha detto: “Padre gliel’ho portata da Lourdes. Mi promette di tenerla nella sua cameretta: le terrà compagnia, e così pregherà anche per me?!”. Per farla contenta io le dissi di sì. E così anche per la seconda statuina. Che ti dispiace? Devono pagare l’affitto?». E io: «Ora le manderà un’altra persona… a offrirle un’altra statuina». Lui non mi fece finire e disse: «Eh! Mò basta!». 

Che umanità eccezionale, viva, era quella di Padre Pio uomo. Sapeva stare allo scherzo e accettava anche questi piccoli tranelli che con una certa frequenza io gli giocavo, ma non si arrabbiava. Né me li toglieva di testa, perché li evitassi.

[Padre Eusebio Notte, Padre Pio e Padre Eusebio. Briciole di storia, pp. 281-284]

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