Il frutto della preghiera e lo zelo del Padre

A conforto di quanti non hanno avuto la fortuna di conoscere personalmente Padre Pio durante la sua vita mortale e di rivolgergli la richiesta di entrare nella sua grande famiglia spirituale, riferisco una visione simbolica di una figlia spirituale e confermata dallo stesso Padre Pio. 

La signorina Ventrella Vittoria, insegnante nelle scuole elementari di San Giovanni Rotondo, anima consacrata al Signore e diretta spiritualmente da Padre Pio, provata dalla cecità, una notte, nel dormiveglia, più che un sogno, ebbe una visione. Le sembrò di vedere il cielo pieno di splendore, in mezzo al quale vi era un sacerdote, vestito di ricchissimi paramenti sacri, tempestati di perle e di gemme preziose. Nel sacerdote riconobbe il volto di Padre Pio, che divenne fulgido come il sole, da cui partivano in tutte le direzioni innumerevoli raggi che si perdevano nell’infinito. Ma ciò che la colpì maggiormente fu la constatazione che i raggi erano formati da miriadi di rose bianche e rosse. Dileguatasi la visione, si accorse di essere sveglia. Non era un sogno. 

Il mattino, di buon’ora, accompagnata dalla sorella, si recò al Convento per raccontare a Padre Pio quanto aveva visto nella notte. Padre Pio era già nel confessionale, allorché giunse la Ventrella in Chiesa. Come la vide, la fece chiamare ed avvicinare al confessionale. La Ventrella disse: «Padre, non sono venuta per confessarmi». Padre Pio: «Lo so. Sei venuta a dirmi ciò che hai visto questa notte». La Ventrella: «Sì, Padre; debbo crederci, o è stato un sogno?». «Tu ne dubiti?». «Padre, che cosa significano tutti quei raggi luminosi, formati da migliaia di piccole rose bianche e rosse che partivano da voi in tutte le direzioni?». Padre Pio: «I raggi simboleggiano i Gruppi di preghiera, che si diffonderanno in tutto il mondo. Le rose bianche rappresentano le anime che si sforzano di vivere nella grazia, nell’amore di Dio e nella carità fraterna. Le rose rosse rappresentano le anime che portano con gioia la croce della sofferenza e, unite a Gesù e a me, collaborano alla conversione dei peccatori e alla Salvezza dei fratelli».

[Padre Alberto D’Apolito, “Padre Pio da Pietrelcina. Ricordi, esperienze, testimonianze”, pp. 215-219]

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