Padre Pio e l’ateo convertito

Confessava e lottava contro il demonio. Guariva e otteneva miracoli da Dio. Non si occupava di ecumenismo e di pastorale dei “lontani”. Ma davanti a lui un ateo era disarmato. Storie di convertiti grazie a Padre Pio.

di Enrico Salomi, da Il Timone (07/1999)

Forse, i posteri che verranno nel prossimo millennio lo ricorderanno come uno dei più grandi santi della storia della Chiesa.

Di certo non si può negare che Francesco Forgione, nato da Grazio e da Giuseppa Di Nunzio il 25 maggio 1887, battezzato il giorno dopo, divenuto frate sacerdote con il nome di Pio, morto in odore di santità il 23 settembre 1968, beatificato da Giovanni Paolo II il 2 maggio di quest’anno, prima umiliato e poi innalzato dalla Chiesa, che non aveva mai smesso di amare e servire, abbia avuto una vita straordinaria, probabilmente senza eguali, almeno in questo secolo.

Sotto gli occhi di tutti, in decenni che saranno ricordati come increduli e scettici, il fraticello nato a Pietrelcina e vissuto quasi sempre a san Giovanni Rotondo, che portava nel corpo i segni della Passione di Cristo, fu protagonista di fatti portentosi: era capace di  conversare con Gesù e Maria (che chiamava affettuosamente “Mammina”), con l’Angelo Custode, con san Francesco ed altri santi del Paradiso o con le anime del Purgatorio, di ottenere guarigioni istantanee e miracolose, di trovarsi simultaneamente in due luoghi diversi (bilocazione), di leggere infallibilmente nelle anime, di scoprire segreti reconditi e sconosciuti, di prevedere eventi, di dirottare o fermare aerei in volo senza – ovviamente – essere a bordo, di vivere estasi e visioni.

I fatti sono documentati, i testimoni sono numerosi e attendibili. Molti di coloro che hanno visto, sentito, sperimentato sono ancora in vita, pronti ad affermare la santità di quell’umile fraticello.

Per parte sua, Padre Pio si confessava “un mistero a me stesso”, segno della consapevolezza che doveva a Dio quei talenti prodigiosi che tutti gli attribuivano.

In occasione della recente beatificazione di Padre Pio, celebrata da Papa Giovanni Paolo II in san Pietro, dinanzi ad una folla immensa, televisione e quotidiani, settimanali e rotocalchi ci hanno ricordato molti di questi fatti strabilianti. A trentun anni dalla morte, Padre Pio fa ancora audience.

Per chi ha occhi per vedere e orecchi per udire, le mirabilia di padre Pio sono la prova che Dio esiste.

Ma c’è un miracolo tra i più grandi, forse il più grande, che Padre Pio strappava a Dio con incredibile facilità. Era il miracolo della conversione istantanea, immediata, vale a dire del passaggio dall’ ateismo più radicale e negatore del divino, dal disprezzo e dall’odio a Dio, talvolta dall’indifferenza e dalla scetticismo più tenace alla Fede cristiana, alla Chiesa cattolica e apostolica, con l’accettazione di tutte le verità di fede, nessuna esclusa.

Nella bimillenaria e gloriosa storia della Chiesa, il fatto della conversione istantanea è conosciuto e si è ripetuto spesso.

Un caso più famoso riguarda Saulo di Tarso, scrupoloso fariseo e implacabile persecutore della Chiesa primitiva, convertito istantaneamente sulla via di Damasco.

È celebre il caso dell’ebreo Ratisbonne, un israelita zelante ed istruito, buon conoscitore della religione cattolica romana, che disprezzava e odiava profondamente, convertito istantaneamente al cattolicesimo il 20 gennaio 1842, nella chiesa di s. Maria delle Fratte, a Roma, in seguito alla apparizione della Madonna.

Noto, e non meno impressionante, anche il caso dello scrittore francese André Frossard, divenuto uno degli apologeti più vivaci della nostra epoca. Di famiglia con ascendenze ebree e protestanti, ateo dichiarato, comunista convinto come suo padre (che fu il primo segretario generale del Partito Comunista francese), senza essere mai sfiorato dal dubbio o dalla crisi interiore (“sono stato un ragazzo felice”, scriveva nel suo Dio esiste. lo l’ho incontrato), all’ età di vent’ anni si converte istantaneamente alla ‘fede cattolica: “Entrato alle cinque e dieci d’un pomeriggio in una cappella del Quartiere latino per cercarvi un amico, ne sono uscito alla cinque e un quarto in compagnia di un’amicizia che non era di questa terra” e chiede di entrare, con il Battesimo, nella Chiesa.

Fatti, fatti veri, accaduti, difficili da spiegare. Prove, se volete, che Dio esiste e quando vuole, e come vuole, si propone misteriosamente, ma realmente al cuore e all’intelligenza dell’uomo. E lo chiama ad una scelta da farsi subito, da non rimandare.

Una serie impressionante di conversioni istantanee, attribuite all’ opera del frate di Pietrelcina, è contenuta nel bel libro del giornalista Renzo Allegri, I miracoli di Padre Pio. Gli esempi che seguono sono tratti da questo libro e testimoniano quanto al frate di Pietrelcina stesse a cuore recuperare i peccatori, riaprir loro una via di salvezza, ricondurli a Dio, allontanarli dal peccato.

Uno dei primi casi di conversione riguardò nientemeno che un notissimo ed alto dignitario massone, l’avvocato Cesare Festa. Fiero avversario del cattolicesimo, si recò a San Giovanni Rotondo come per sfida, per smascherare Padre Pio. E qui, dopo un’ ora sola di colloquio, chiese di confessare i suoi peccati al frate stimmatizzato. Per la cronaca: l’ex – ormai massone, rispedito a casa dal frate, abiurò davanti ai fratelli della loggia di cui era presidente, si recò a Lourdes e diventò uno dei più combattivi figli spirituali di Padre Pio.

Il personaggio era troppo noto perché il fatto potesse rimanere nascosto.

Il suo amico, anch’egli ateo dichiarato, dottor Ezio Saltamerenda, comprensibilmente impressionato per il repentino cambiamento dell’ex massone in grambiulino, volle fare la stessa esperienza. Per vedere, per capire. Giunse a San Giovanni Rotondo per accertarsi dell’ accaduto e tornò lui pure cattolico, apostolico e romano.

Un medico tra quelli che operavano proprio a San Giovanni Rotondo, il dottor Francesco Ricciardi, era ateo dichiarato e avversava Padre Pio; guarito improvvisamente da un tumore grazie al frate che disprezzava, chiese confessione e Comunione dopo un solo colloquio. Convertito, anche lui, in un istante.

Tra i convertiti da Padre Pio non mancano atei accaniti e comunisti convinti.

Costante Rosatelli, notissimo a Velletri nell’immediato dopoguerra, infatuato di marxismo e in possesso di ottima dialettica, si convertì alla fede cattolica dopo il primo viaggio a San Giovanni Rotondo.

Italia Betti, la “pasionaria” rossa dell’Emilia del dopoguerra, una laurea in matematica, partigiana, membro del Comitato di Liberazione bolognese, atea sfegatata, propagandista instancabile di un comunismo duro e puro, ateo e materialista, avversario del Cristianesimo, si convertì di colpo, istantaneamente, a San Giovanni Rotondo e qui si trasferì, spendendo il resto della vita a pregare e a far penitenza.

Renzo Allegri riporta nel suo libro molti casi di conversioni di personaggi assai noti, star del cinema e della canzone, divi dello spettacolo e della televisione, professionisti affermati, prima atei e poi credenti.

Conversioni accadute, talvolta istantanee, altre volte, invece, più graduali. Ma per tutti il dono di una fede scoperta, di una luce ritrovata, di una speranza che rinasce.

Crediamo sia opportuno far tesoro di questi esempi. E all’accusa di fare rozzo proselitismo, si potrà sempre rispondere ricordando Padre Pio.

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