Il miracolo di Padre Pio

Dieci anni fa la canonizzazione. Oggi un culto di 7 milioni di pellegrini a San Giovanni Rotondo. Dal numero in uscita del mensile “Il Timone”, anticipiamo questo articolo che fa il punto sulla devozione per il santo di Pietrelcina a dieci anni dalla canonizzazione.

di Saverio Gaeta, da Il Timone (25/02/2012)

A dieci anni dalla solenne canonizzazione, celebrata da Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002, la devozione popolare verso San Pio da Pietrelcina si conferma immutata, come è dimostrato anche dall’ovvia constatazione che pressoché nessun fedele quando lo invoca lo chiama esplicitamente santo, ma tutti continuano a chiamarlo confidenzialmente «Padre Pio». E nessun calo di presenze si registra a San Giovanni Rotondo, come invece capita talvolta di leggere su organi di stampa interessati a fomentare provocazioni. «Sette milioni di pellegrini giungono in media qui ogni anno, secondo quanto emerge incrociando le rilevazioni del Comune e del Santuario. Un numero stabile, che è documentato concretamente dal numero di particole distribuite durante le celebrazioni eucaristiche», specifica Stefano Campanella, il direttore di Padre Pio Tv, l’emittente che è il punto di riferimento per tutto ciò che ruota attorno allo stimmatizzato del Gargano.

Pellegrini per un giorno
Prosegue Campanella: «Certamente abbiamo avuto due picchi di presenze nell’ultimo decennio: nella seconda metà del 2002, dopo la proclamazione della santità di Padre Pio, e a cavallo fra il 2008 e il 2009, quando ne venne esposto il corpo in occasione dell’esumazione e del trasferimento nella cripta della nuova chiesa. Ma anche negli altri periodi i devoti non hanno mai mancato di venire qui». Piuttosto, ciò che è diminuito è stato il fatturato degli alberghi e dei ristoranti di San Giovanni Rotondo, “patria” adottiva del fraticello (che nacque a Pietrelcina, in provincia di Benevento). I responsabili dell’accoglienza turistica della cittadina concordano nella valutazione che il pellegrinaggio d’oggi ha più l’aspetto del cosiddetto “mordi e fuggi”, con viaggi in giornata e provviste portate da casa. Le stesse offerte per le opere del santuario si sono ridotte negli ultimi anni, a testimonianza che la crisi economica sta incidendo pure nell’ambito religioso. Anche in relazione a tale situazione, per i confratelli del cappuccino si ripropone quotidianamente la sfida di far compiere ai devoti un percorso pastorale che orienti la devozione verso l’aspetto spirituale e liturgico, facendo in modo che i pellegrini vivano in tutta la dovuta importanza i sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia. La devozione a Padre Pio non deve risultare fine a se stessa, ma deve mirare a condurre verso Cristo.

Una vita autentica e coerente
Se c’è un segreto che spiega la perenne fama del Santo fra gente di ogni ceto, età e provenienza, per Campanella è «l’autenticità del suo stile di vita, sempre coerente con il messaggio evangelico, che lui ha sempre annunciato con forza. Soltanto chi non lo conosce profondamente ritiene che la sua fama universale sia dovuta ai doni straordinari dei quali era stato dotato dal Signore. In realtà gli stessi miracoli, che tuttora continuano a essere rilevati e testimoniati, non vengono indicati come l’aspetto essenziale e prioritario dai veri devoti di padre Pio». Strettamente collegata, c’è anche la spiegazione dell’attualità del santo cappuccino. Essa consiste «nell’aver guardato lontano, nell’aver saputo scorgere i primi segnali di quel relativismo che oggi viene denunciato da più parti come dilagante. Padre Pio seppe mettere in guardia i suoi figli spirituali, e di conseguenza anche noi oggi, dal rischio di far addormentare le coscienze e di annacquare i valori fondamentali del Vangelo». Ecco perciò l’importanza dei Gruppi di preghiera intitolati a Padre Pio, diffusi ormai in ogni continente. Il contesto storico attuale, nel quale gli uomini danno sempre meno tempo a Dio, richiede una pressante sollecitazione a comprendere quanto invece sia necessario dedicare uno spazio quotidiano per nutrire la vita interiore. «Il motivo che spinse il santo frate a costituire questi Gruppi di preghiera», dice Campanella, «fu il desiderio che i suoi devoti pregassero non singolarmente ma in gruppo. Anche nella preghiera, infatti, deve concretizzarsi la fraternità tra gli uomini e deve venire stimolato l’accantonamento dell’individualismo, che facilmente può sfociare nell’egoismo e nell’aridità del cuore».

Storie di conversione
I frutti di grazia che si sperimentano a San Giovanni Rotondo continuano a commuovere gli stessi frati, che quotidianamente vedono passare nei confessionali una lunga fila di donne e di uomini giunti nel santuario per affidare le loro sofferenze e le loro speranze nelle mani piagate di Padre Pio. Fra i casi più significativi non ci sono tanto le guarigioni fisiche, quanto quelle spirituali. Indicativa a questo proposito la vicenda di un narcotrafficante colombiano che durante una retata di polizia, mentre stava cercando di nascondere la droga, vide misteriosamente cadere un santino di Padre Pio. Riuscito a sfuggire alla cattura, ha intrapreso il viaggio verso il Gargano e si è andato a confessare con la ferma intenzione di cambiare vita. Un malvivente brasiliano ha invece confessato di aver commesso undici omicidi e ha chiesto al cappuccino in quale modo avrebbe potuto riparare con le famiglie delle proprie vittime, mostrando di aver compreso ciò che era necessario compiere – anche materialmente – per poter iniziare un cammino di conversione.

Polemiche superate
In questo decennio sono divampate sui giornali alcune polemiche che hanno coinvolto direttamente padre Pio e le opere a lui collegate. In particolare, sono stati avanzati sospetti sulle sue stimmate. Campanella non ha dubbi: «Le perplessità sulle stimmate erano già state sgretolate durante il processo di beatificazione, nel quale gli esperti avevano analizzato ogni dettaglio sulla base della documentazione presente nell’archivio del Sant’Uffizio, che oggi è nota anche al grande pubblico grazie a qualificati libri. Erano tutte unicamente calunnie contro padre Pio. Strumento di evangelizzazione Infine, chiediamo a Campanella qual è il ruolo rivestito da una rete televisiva come quella da lui guidata nella diffusione del messaggio di Padre Pio. La risposta è netta: «Un ruolo importante, non tanto per merito dell’emittente, quanto per la forte testimonianza che scaturisce dalla figura del santo frate. La gente ci chiede di conoscerlo sempre più a fondo e il mezzo televisivo è al momento il più potente per entrare in tutti gli ambiti della vita sociale. Associato ovviamene alle nuove tecnologie, che sono patrimonio delle nuove generazioni. Un messaggio forte, veicolato con gli strumenti più moderni, diventa un mix importante per un’evangelizzazione che sia davvero efficace». L’emittente Padre Pio Tv è presente sul digitale terrestre nazionale al canale 145.

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